Recensione: Y, l'ultimo uomo 2

Yorick è solo all'inizio del viaggio
di Alessandro Neri

Y, L’ULTIMO UOMO 2
Autori: Brian K. Vaughan (testi), Pia Guerra (disegni), J. G. Jones (copertina)
Formato: 136 pagine, colore, brossurato, 17x26, 14 €
Editore: Panini Comics

Continua la corsa attraverso gli Stati Uniti (potremmo parlare di "road comic book") alla ricerca della dottoressa Mann, la donna che potrebbe aiutare il mondo a creare una nuova generazione. L’ultimo uomo sulla terra, Yorick, e la sua bodyguard, l’Agente 355, non possono neanche immaginare le peripezie che dovranno affrontare, braccati anche dalle Amazzoni, un gruppo di lesbiche violente e assassine di cui fa parte anche Hero, la sorella di Yorick.

Vaughan riesce a scrivere un intrigo originale, pieno di colpi di scena, ma stando sempre attento a non esagerare mai, teso a mantenere il tutto tra le sottili mura del realismo, ma anche a ravvivare il fuoco della suspense ogni 24 pagine, quelle che compongono gli albetti americani.

La serie è semplicemente geniale fin dal titolo: quella Y, che gli inglesi leggono "why", dà tutto un altro senso al titolo ("perché l’ultimo uomo"), l'iniziale del nome del protagonista, la stessa lettera che è anche il cromosoma maschile, una lettera che rappresenta un bivio, un incrocio di strade e di vite...

Il disegno della Guerra è ben lontano dal classico fumetto supereroistico ipertrofico, molto più realistico e preciso, funzionale alla storia, quasi "bonelliano".

Se pensate che essere il solo uomo in un mondo abitato da tre miliardi di donne sia un sogno, leggete questa serie: vi accorgerete fin dalle prime pagine che non è per niente come sembra e che, possiamo dirlo senza eccessivo maschilismo, il mondo senza gli uomini non può andare avanti.
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