Recensione: Samuel Stern 7

Il rischio del déjà vu è dietro l'angolo, ma...
di Giuliano Scialpi

SAMUEL STERN 7
Autori: Soggetto e sceneggiatura: Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro e Marco Savegnago (testi) Paolo Antiga (disegni), Valerio Piccioni, Maurizio di Vincenzo e Emiliano Tanzillo (copertina)
Formato: 96 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 3,50 €
Editore: Bugs Comics

Una svolta scontata di cui di certo non si sentiva la mancanza quella del settimo numero di Samuel Stern, un fumetto che negli ultimi mesi ha stupito per l’originalità del protagonista e delle storie perfettamente bilanciate tra il mistery e l’horror, grazie soprattutto alla sensibilità con cui vengono tratteggiati di uscita in uscita i vari personaggi, tutti sofferenti in una società che purtroppo abbandona i più deboli a loro stessi. I deboli in questione sono coloro che si lasciano sopraffare dalle proprie paure e così facendo danno vita a veri e propri “demoni” che il Nostro è chiamato ad esorcizzare. Ma questa spiegazione abbastanza insolita dell’esistenza di tali entità che sicuramente non avrebbe assicurato troppe possibilità di sviluppo ed avrebbe rischiato di avvitare il fumetto nel proprio “già detto”, sembra stia per essere superata dal numero di giugno intitolato “L’agenzia”.

Purtroppo il tema dell’organizzazione paragovernativa segreta che difende la società civile da minacce di origini sconosciute, che siano diavoli, extraterrestri o altro, è un argomento trito e ritrito che difficilmente può essere esplorato senza rischiare di ricadere nel banale; da MIB ad Hellboy, da Martin Mystère (Altrove) ad Original Sin sembra che tutto sia stato scritto, perciò non si può che seguire con un pizzico di sano scettiscismo e preoccupazione questa svolta che rischia di vanificare i risultati fin qui raggiunti in termini di vendite e qualità del prodotto. Prodotto che rimane tuttavia su ottimi livelli dal punto di vista di copertina, disegni e sceneggiatura, segno che la lezione della Bonelli è stata ben appresa e messa in pratica. Questa volta Samuel Stern e padre Duncan (la vera e propria spalla del protagonista) se la vedranno non con demoni ma con agenti dagli scopi poco trasparenti di Singularity e riusciremo anche con l’occasione a sbirciare nel passato del suddetto prete alla scoperta di episodi che potranno arricchire la nostra comprensione del suo carattere ed agire. 

Ancora una volta, come già ribadito, gli ingredienti di un ottimo artigianato vi sono tutti, vedremo in seguito se questa perla grezza si trasformerà in un gioiello degno di rimanere nella storia del fumetto; i presupposti ci sono tutti.
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