Recensione: Nathan Never - Generazioni 1

Il Nathan alternativo di Serra
di Elio Marracci

NATHAN NEVER - GENERAZIONI 1
Autori: Antonio Serra (soggetto), Giovanni Eccher (sceneggiatura), Alessandro Russo (disegni e copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 3,90 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

È in corso da diversi anni una modernizzazione della serie di Nathan Never, operata dai suoi tre creatori attraverso uscite volte a ridefinire le vicende del famoso detective privato pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore a partire dal 1991.
Dopo le versioni “alternative” di Bepi Vigna e Michele Medda, è il turno di Antonio Serra che, con Generazioni, rivisita la biografia dell'agente speciale Alfa ispirandosi a classici del fumetto avventuroso e di fantascienza.
L'idea dello sceneggiatore sardo è, infatti, quella di rielaborare le trame del serial da lui inventato, utilizzando cliché di generi fumettistici diversi.
Ciò risulta evidente fin da “Hell City Blues”, primo dei sei albi che compongono la miniserie, uscito alla fine del mese di maggio in tutte le edicole e fumetterie italiane.

In questo volumetto, sceneggiato da Giovanni Eccher, su soggetto dello stesso Serra, e disegnato, con un bianco e nero senza grigi e mezzi toni che ricorda il Sin City di Frank Miller, da Alessandro Russo, gli autori hanno mischiato vari generi tra cui hard boiled, detective story pulp e cyberpunk, dando vita ad una storia pacata e intimista ambientata, dieci anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, in un mondo, presentato in modo rapido ma puntuale ad inizio numero nel City News, dalla tecnologia molto avanzata.

Il protagonista, che si muove in un ambiente urbano estremamente cupo e opprimente, pur essendo molto diverso da quello con cui il lettore della collana regolare ha imparato a familiarizzare, mantiene alcune caratteristiche che lo rendono fedele a sé stesso come una grande correttezza e idealizzazione.
Oltre a queste peculiarità dell'eroe principale, anche i personaggi che lo attorniano, come la moglie, la figlia, i colleghi e gli antagonisti, ricordano molto da vicino pilastri dell'universo narrativo originale del poliziotto del futuro.
Il tutto, è pervaso da una vena citazionista in cui si strizza l'occhio ai fan più smaliziati.

Per quanto riguarda i disegni, è evidente, da parte di Alessandro Russo, il riferimento alla lezione milleriana, ma si possono ritrovare nelle tavole, pervase da ombre e giochi di luce di grande effetto, anche una costruzione della scena e tratti dei volti dei personaggi che riconducono, in alcuni frangenti, a trovate grafiche proprie dell'Alex Toth di Torpedo e del José Muñoz di Alack Sinner.
Da segnalare anche l'ottimo lavoro di Luca Corda al lettering.

Un'ultima curiosità da mettere in evidenza poi è che, anche se ogni numero può essere letto in modo del tutto autonomo, l’appassionato che sceglierà di seguire tutta la serie sarà proiettato in un’unica avventura che attraversa trasversalmente il tempo, lo spazio e la storia del fumetto di fantascienza.
E questo risulterà sicuramente divertente e coinvolgente.
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