Focus: Masamune Shirow 3 - Dominion

Segue da
- Focus: Masamune Shirow 1 - Black Magic

Futuro selvaggio
di Paolo Moro

Dopo l’esordio di Appleseed, gli editori giapponesi accendono i radar e intercettano Masamune Shirow a Kobe, dove inviano le truppe d’assalto per assicurarsi i servigi dell’autore. Lì trovano un artista impegnatissimo, sommerso dal lavoro, che si divide tra Appleseed, l’attività di insegnante e la regia dell’OAV di Black Magic. Uno stress enorme, che sconsiglierebbe a chiunque di lanciarsi in nuovi progetti. Ma Shirow sembra incontentabile, incapace di adagiarsi sugli allori e portare avanti un solo impegno, e così si accorda con la Hakusensha per produrre la sua prima opera serializzata su rivista.  Il 15 ottobre 1985, sulle pagine di ComicReader SF Special, compare il primo capitolo di Dominion, il nuovo manga dell’artista rivelazione dell’anno. Gli altri tre capitoli usciranno sulla rivista Comicomi il 26 dicembre 1985, il 26 gennaio 1986 e il 26 luglio dello stesso anno.

In un lontano futuro, la Terra è diventata una fogna a cielo aperto. Gran parte della vegetazione si è estinta, l’inquinamento atmosferico ha raggiunto livelli talmente elevati da rendere l’aria irrespirabile e la popolazione non può uscire senza indossare speciali maschere ossigenanti. Accompagnato dalle sexy catgirls AnnaPuma e UniPuma, l’inafferrabile bandito Buaku vuole impadronirsi di un progetto governativo top-secret che, attraverso un esperimento di biogenetica, porterebbe alla creazione di un filtro metà umano e metà vegetale, , con le sembianze di una ragazza, in grado di purificare l’aria. Per fermare il folle piano di Buaku viene creata la Tank Police, una bizzarra S.W.A.T. dotata di mini-tank autorizzata ad usare metodi brutali pur di catturare il malvivente. La protagonista indiscussa della squadra è Leona Ozaki, una ragazza alla guida di un mini-tank vecchio modello che ha chiamato Bonaparte e di cui è follemente innamorata. Ogni volta che si gettano alla caccia del bandito, però, i membri della Tank Police seminano in città panico e devastazione, mettendo in serio pericolo la vita degli abitanti di Newport City. Con questi metodi sconsiderati, l’unico frutto delle loro azioni non può che essere l’odio dei cittadini.

Pur caratterizzato da toni leggeri e scanzonati, Dominion è una vera e propria denuncia verso i danni ambientali provocati dall’uomo e i metodi discutibili di una polizia sempre più schiava dei potenti e incapace di servire i cittadini. Shirow ci presenta un futuro selvaggio, sconvolgente, un mondo dove la gente vive senza tutele, con la paura costante di una morte improvvisa e inevitabile. Una realtà in cui i poliziotti non sono molto diversi dai criminali e sembrano psicopatici senza scrupoli, persone in grado di mascherare qualsiasi sopruso dietro il paravento della legge. Shirow opera quindi un completo ribaltamento di fronti rispetto a Appleseed, cambiando anche l’approccio all’opera. Del mondo di Dominion spiega al lettore l’essenziale, evitando complicate descrizioni tecniche e lunghe digressioni sul sistema politico. Forse ci sarebbe anche la tentazione di farlo, ma manca il tempo. Dominion nasce sostanzialmente nei momenti liberi ed è così che si possono spiegare la carenza di approfondimenti, la breve durata e l’aspetto grafico meno curato rispetto a Appleseed. Un fumetto leggero nato quasi come divertissement, un momento di relax tra una conversazione sull’utopia e la progettazione di un landmate. E forse è anche una risposta a quella parte di pubblico che, fin dall’uscita del primo Appleseed, accusa Shirow di essere troppo complicato, incomprensibile, illeggibile. Viste le circostanze in cui nasce, Dominion potrebbe quasi venire accostato ai manga prodotti dall’autore durante il periodo di Atlas. In fondo, è proprio questo che Dominion vuole essere per i lettori: un semplice momento di svago in mezzo a mille impegni. Senza rinunciare a qualche spunto di riflessione, ovviamente. Altrimenti non sarebbe un manga di Masamune Shirow.

Dopo la serializzazione su rivista, il 1° ottobre 1986 la serie viene raccolta in un unico volume con la storia suddivisa in quattro capitoli intervallati da alcune pagine di note denominate “Intermission”, dove Shirow descrive brevemente l'ambientazione dell’opera e le caratteristiche tecniche dei mini-tank. Dall’altra parte del Pacifico, intanto, qualcuno sta puntando l’orizzonte verso le coste giapponesi. Si tratta di Toren Smith, uno sceneggiatore con il fiuto per gli affari che ha intuito il potenziale dei manga e vuole importarli sul mercato americano. Insieme al collega James D. Hudnall prende contatto con la Eclipse Comics, ma acquisire i diritti di pubblicazione si rivela più complicato del previsto. Troppe incognite, troppa difficoltà a trattare con gli editori giapponesi. Smith e soci sono pionieri in avanscoperta su territori inesplorati, non c’è da stupirsi che il tentativo si concluda con un buco nell’acqua. Nonostante il flop, Smith continua a credere nel progetto. Frederik L. Schodt, prestigioso traduttore e interprete di giapponese, gli presenta lo scrittore Seiji Horibuchi, che ha ricevuto dalla casa editrice Shogakukan 200.000 dollari per fondare la Viz Media con l’obiettivo di lanciare i manga sul mercato statunitense. Horibuchi ritiene che Smith abbia le competenze necessarie per collaborare con lui, ma non è ancora la volta buona: dopo un anno di lavoro congiunto, alcuni contrasti con il collega spingono Smith ad abbandonare la nave per mettersi in proprio e fondare lo Studio Proteus. Questa volta l’accordo con la Eclipse Comics è chiaro: lo Studio Proteus si occuperà in accordo con l’editore della scelta dei manga da importare, dell’acquisizione dei diritti e della traduzione, mentre alla Eclipse spetterà il compito di pubblicare le opere, distribuirle e promuoverle. Forte delle esperienze precedenti, Smith sa che non può sbagliare e c’è un’unica soluzione per condurre in porto il progetto: trasferirsi in Giappone per avere una visione completa del mercato e trattare direttamente con gli editori nipponici. È il 1986 quando un aereo si alza in volo nei cieli degli Stati Uniti e fa rotta verso Tokyo, avviando una rivoluzione che in pochi anni coinvolgerà tutto l’Occidente. Dopo un primo assaggio nel 1987, nel 1988 i manga iniziano ad invadere il mercato americano. A guidare la carica, insieme a capolavori come Akira di Otomo e Nausicaa di Miyazaki, c’è Masamune Shirow: il suo Appleseed replica il successo ottenuto in madrepatria, convincendo Eclipse e Studio Proteus ad importare anche Dominion. Ma sono solo i primi passi verso la conquista del mercato occidentale. Spettatori del boom americano, gli editori europei non tardano a farsi sotto per seguire la strada battuta da Toren Smith. Trattare con i giapponesi è sempre difficile, trovare traduttori anche, così sono costretti a basarsi sulle edizioni americane e acquisire i diritti dei manga tramite lo Studio Proteus. Per Smith è un nuovo, grande affare. Nonostante un avvio in salita, il progetto si è rivelato vincente, ottenendo risultati superiori a qualsiasi previsione. La sua tenacia è stata premiata.

Nella prima metà degli anni Novanta i manga invadono l’Occidente, diventando un fenomeno planetario. Masamune Shirow è ormai un autore apprezzato in tutto il mondo e adesso lavora senza sosta con l’obiettivo di dare un seguito a Dominion. Le prime intenzioni di voler proseguire la serie si erano già manifestate il 1° luglio 1988: nel volume Dominion Special Grapix dedicato all’OAV tratto dal manga, la Hakusensha aveva infatti pubblicato Dominion: Phantom of the Audience, un breve episodio fuori continuity che vede Leona alle prese con alcuni pericolosi praticanti del campionato nazionale di smartball. Per leggere la nuova serie di Dominion bisogna aspettare fino al 10 febbraio 1993, quando, sul numero 14 di Comic Gaia, la Seishinsha rilascia il prologo di Dominion Conflict One: No More Noise, il primo capitolo del nuovo ciclo di Dominion. La saga si completa di altri due episodi usciti il 9 aprile e il 15 giugno sui due numeri successivi della stessa rivista, per poi venire raccolta in un unico tankobon il 21 febbraio 1995. Attraverso tavole curatissime e ricche di informazioni tecniche, la storia mantiene i toni scanzonati del primo Dominion ma, a sorpresa, non si tratta di un sequel. Shirow sceglie di mescolare le carte in tavola ambientando il nuovo lavoro in una futuristica Newport City libera dall’inquinamento ambientale, con Leona alla guida di un Bonaparte nuovo modello e le sorelle Puma trasformate in colleghe della Tank Police. Il nuovo Dominion è un vero e proprio reboot, un titolo del tutto indipendente dal manga precedente che entusiasma il pubblico e rinnova la creatività di Shirow. Nonostante ci siano tutte le premesse per una bella serie, il progetto è destinato ad arenarsi in fretta: dei quattro volumi previsti uscirà solamente il primo, con i lettori costretti ad incassare una nuova delusione da un autore ormai abituato a ingolosire il pubblico per poi lasciarlo a bocca asciutta. Questa volta, però, c’è poco da recriminare, perché qualche anno prima si era già mosso qualcosa. Qualcos’altro aveva avuto origine dalle pagine del primo Dominion, assumendo forme e dimensioni più grandi e complesse. Qualcosa venuto alla luce come uno spirito uscito dal guscio.

Continua con
- Focus: Masamune Shirow 4 - Ghost in the Shell
- Focus: Masamune Shirow 5 - Orion
Focus: Masamune Shirow 6 - Neuro Hard
Focus: Masamune Shirow 7 - Ghost in the Shell 2
Focus: Masamune Shirow 8 - Galgrease
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