Recensione: Spider-Man 577

Imitatori di Spidey
di Gianluca Lamendola 

SPIDER-MAN 577
Autori: Dan Slott, Fred Van Lente, Kurt Busiek e Joe Caramagna (testi), Humberto Ramos, Minck Oosterveer, Patrick Olliffe e Todd Nauck (disegni)
80 pagine, colore, spillato, formato 17x26, Euro 3.30
Panini Comics

Cornicioni spezzati, cabine stradicate, auto ribaltate, newyorkesi con poteri ragneschi, i Vendicatori (anzi “Avengers”, visto il loro film in arrivo nelle sale) che pestano l'Uomo Ragno... questo e molto di più è Spider-Island. Una miniserie, che si dipanerà per sei numeri del nostro quindicinale preferito (e sulla neonata collana Spider-Man Universe), metterà decisamente a soqquadro la vita del nostro tessiragnatele. 

Già nel primo capitolo vediamo Dan Slott calare il cosiddetto "carico da undici" sullo storico motto di zio Ben («Da un grande potere derivano grandi responsabilità»), perché al di là del suo valore simbolico, che riguarda (fortunatamente!) anche noi uomini comuni, si parla sempre di superpoteri. E quali compiti ci possono essere quando i tuoi poteri non solo non sono più unici, ma addirittura appaiono inutili e “menomati”? Inoltre, a complicare la situazione ci sono poi questi improvvisati imitatori del tessiragnatele che hanno ricevuto i loro poteri dal morso di alcune cimici geneticamente modificate e che non sembrano affatto avere l'indole dell'eroe.

Dunque, in questa follia generale c'è qualcuno che ride? Chiaro, il villain che ha causato tutto: lo Sciacallo! Ricomparso dopo la tanto discussa quanto fondamentale "Saga del Clone", nata dalla sua ossessione per la compianta Gwen Stacy e dal suo odio per Peter Parker. Inoltre, nell'albo che avete tra le mani, il malvagio genetista è anche protagonista di una storia breve (realizzata dal duo Van Lente-Dosterveer), che si presenta subito in disaccordo con la trama principale di Spider-Island, almeno per quanto riguarda la rinascita di Kane (il primo clone di Peter, benché imperfetto) letta in precedenza. Saputo questo, però, aspettate ad invocare Mefisto con il desiderio che la saga odierna sparisca presto dalla continuity, perché appare evidente come Slott abbia pianificato ogni dettaglio: il matrimonio di zia May, la perdita del senso di ragno e l'introduzione di una nuova e attivissima Madame Web e altro ancora. Se pensate, però, che tutto si risolverà in una grande scazzottata, vi sbagliate di nuovo. In poche pagine lo sceneggiatore fa guadagnare 100 punti a Carlie Cooper come nuova ragazza(del)ragno rispetto a Mary Jane, promettendoci chissà quali altre inaspettate novità dalla sua relazione con Peter. Ovviamente, sono convinto che facendo condividere a Peter il suo segreto con lei, Slott rischierebbe di ricreare delle dinamiche di coppia troppo simili a quelle viste con la rossa M.J.

Infine, le tavole di Ramos contribuiscono alla magia con le loro caratterizzazioni orientaleggianti dagli occhi grandi e dalle anatomie deformate, rese ancora più d'impatto grazie all'uso di un tratto fine e di una linea spezzata. 

Detto ciò, adesso non vi resta che leggerlo. 

P.S. Ah! Vi devo devo dire chi ride in questo maremoto... Chi, se non il sindaco J. Jonah Jameson con la sua squadra anti-ragno?
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