Recensione: Morgan Lost 7

New Heliopolis, abbiamo un problema
di Emanuele Amato

MORGAN LOST 7
Autori: Claudio Chiaverotti (testi), Andrea Fattori (disegni), Arancia Studio (colori), Fabrizio De Tommaso (copertina)
Formato: 98 pagine, colore, brossurato, 16x21, 3,50 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Cari appassionati del cacciatore di taglie tatuato, siamo al settimo albo. Albo dalle sfumature storiche, ma in un mondo alternativo al nostro. Prima di questo numero già in precedenza Chiaverotti aveva sparso accenni e indizi di fatti realmente accaduti, ma con esiti differenti rispetto a quelli che conosciamo (vogliamo ricordare l’evento di Anna Freud). Qui il fatto storico diventa colonna portante della storia: durante lo sbarco americano sulla luna, uno dei due piloti, ovvero Dredd, ammazza il collega e l’intero equipaggio per poi suicidarsi. L’omicidio è in diretta mondiale, 4 miliardi e mezzo di persone hanno assistito a quello che doveva essere l’evento/traguardo epocale americano. L’indagine così ha inizio quando la sorella di Dredd chiama in causa la ormai famosa profiler Pandora che chiede aiuto a Morgan per scagionare il comandante in questione. 
Questo punto di partenza ovviamente prende pieghe inaspettate e surreali, ma questa volta è un surreale che non fa storcere il naso al realismo come a volte è capitato (il finale inverosimile del numero 6 ad esempio). Tutto è stato giostrato in maniera eccellente fino alle conclusioni che ci hanno fatto tornare in mente le storie del detective dell’occulto John Constantine (personaggio Vertigo creato da Alan Moore negli anni '80). Magia, ritualità e potenza narrativa in chiave noir. 
Albo autoconclusivo, ma che lascia sempre quel filo rosso che lega tutta la serie, ovvero il ritorno di Lisbeth (importantissima per Morgan e quindi per la serie). 

Tutto è orchestrato magistralmente, tutto ha senso e armonia sia nell’albo che nel piano generale, dove un altro tassello si aggiunge al puzzle costruito dal cultore cinefilo che è Chiaverotti.
Di cinema si parla anche stavolta, i cimeli della diva cinematografica (e fidanzata del comandante Dredd) sono chicche che solo un appassionato poteva inserire senza sembrare presuntuoso. Chiaverotti sa, ma senza ostentazione. 

I disegni sono affidati ad Andrea Fattori che, pur avendo uno stile assai differente dagli artisti che si sono avvicendati prima di lui, rende tutto lineare e pulito ed in perfetta concordanza con gli albi precedenti. Il suo tratto è deciso e realistico. Le tavole ambientate nello spazio sono di una maestosità impressionante tanto da dar quel senso di agorafobia tipiche del film Gravity. Le espressioni della tristezza e della rabbia sono così verosimili da farci empatizzare con i personaggi interessati. Tutto reso sempre più forte e magico dalla colorazione del team di Arancia Studio, ormai sinonimo di eleganza e sicurezza di un lavoro perfetto.

Cosa dire delle opere d’arte di Fabrizio De Tommaso? Le sue copertine meriterebbero di essere esposte nella sala principale di casa con cornici minimal proprio per dare risalto alla sua genialità.

Non sappiamo se sia una costante o meno, ma le due storie più “surreali” hanno (per ora) una piccola poesia o filastrocca che compare. Sarà un caso? Non lo sappiamo per ora e come Morgan insegna, solo con i fatti possiamo comprenderlo. Intanto fanno il loro ritorno, proprio perché ne abbiamo sentito la mancanza, le care SweetMistress che a quanto detto alla conferenza al Comicon 2016 da Chiaverotti stesso, avranno un ruolo centrale in una delle prossime storie.

Stay tuned, psycho killer.
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