Recensione: Giuliano Gemma in Man Born Again 0

Un western ottimo, un prodotto innovatore
di Alessandro D'Anza

GIULIANO GEMMA IN MAN BORN AGAIN 0
Autori: Fabrizio Monticelli e Emanuele Zivillica (testi), Davide Romanini (disegni)
Formato: 60 pagine, colore, digitale, 2,99 €
Editore: Eclypsed Word

Quando pensiamo a Giuliano Gemma ci torna subito in mente Arrivano i Titani, un peplum del 1962 diretto da Duccio Tessari, in cui l'attore romano impersona uno zompettante titano in calzoni corti, sempre pronto a fare a botte e a saltellare da un tetto all'altro di una Creta minoica con la grazia di un acrobata da circo, nei panni di un eroe spigliato che si fa beffe dell'arroganza dei potenti con la generosità e l'astuzia di un giovane pieno di risorse.
È così che viene ricordato Giuliano Gemma da chi lo ha conosciuto a fondo. Un uomo infaticabile, dinamico, generoso, sempre pronto a prestare il volto a opere in cui valesse la pena mettere la faccia, sempre pronto alla battuta irriverente.
Perciò, non può che far piacere una nuova serie a fumetti italiana in cui Giuliano Gemma è, per la prima volta nel mondo delle nuvolette (comunque già sfiorato: Gemma ha interpretato Tex Willer in un film), la chiave di volta sopra la quale viene costruita una storia western a base di avventura, riscatto e viaggio interiore alla ricerca della conoscenza. 

Man Born Again potrebbe sembrare inizialmente un altro frutto della sottocultura degli "spaghetti western", oppure l'esperimento già visto di utilizzare un volto famoso per attirare quella fascia di pubblico interessata.
Bene, un conto è seguire la corrente "tarantinesca" condendola con epiche sparatorie, scontri mortali e assurde soluzioni stilistiche, un conto è affondare le mani nella controcultura western degli anni '70 che vede il West come uno scontro di idee e di valori, dove lo sceriffo combatte il cattivo ma porta la lotta a un livello superiore, a uno scontro di idee fra chi comanda e chi si ribella, sullo sfondo di una frontiera inesplorata ancora da scoprire, l'idea di un futuro che offre speranza a tutti.
Le premesse, in questo senso, ci sono tutte. Un giovane che salva la vita a un indiano Lakota come l'inizio di uno dei migliori romanzi di Jack London, sullo sfondo di una ballata che ricorda molto quelle di Bob Dylan in Pat Garret & Billy the Kid, film del '73 con un grande James Coburn e un ancora più grande Kris Kristofferson nella parte del "bandidos".

Se con queste parole si rischia di giocarsi quella parte di lettori che associano il termine "impegnato" a "indigeribile" la colpa, probabilmente, è nostra, ma non abbiate paura, l'obiettivo di Man Born Again non è quello di descrivere un West con intenti eroistici o vittimistici, quanto di concentrarsi su un personaggio e la sua particolare storia, prendendo in prestito la figura carismatica dell'attore romano per veicolare un messaggio più profondo di quanto potrebbe fare un qualsiasi western a base di avventura e sparatorie.

Il progetto è ambizioso, quello di coniugare le polverose ambientazioni western col mondo vittoriano di un Inghilterra in piena espansione imperiale e dipanare la storia attraverso due continenti, ma l'atmosfera saporitamente "folk", con la ricerca dettagliata del dialetto Lakota, la ricerca storica sulla Londra di metà secolo decimo nono fanno pensare che gli autori abbiano puntato a una meta ambiziosa per mettersi in gioco e per crescere assieme al fumetto, cimentarsi con la propria abilità di narratori e disegnatori davanti al loro primo,coraggioso progetto. 

Vale inoltre la pena di sottolineare l'iniziativa che vede la graphic novel al centro di un'importante campagna di crowfunding in cui è anche il lettore, col suo sostegno diretto, a influire sulla storia e a costruire assieme agli autori un prodotto "personalizzabile". 

In attesa di visionare le prossime tavole, Man Born Again si propone come un prodotto fresco, originale, pieno di spunti e frutto di una ricerca dettagliata, sia storica che antropologica. Una ventata di novità che, speriamo, si scaverà entro breve una nicchia di pubblico, stanco delle bravate texane in formato bonellide e che voglia vedere una riproposizione del West come un viaggio iniziatico alla ricerca del proprio sé.
Insomma, il mito della frontiera è ancora vivo su manbornagain.com, non vediamo l'ora che Giuliano Gemma gli corra incontro con la sua espressione da duro e la sua battuta pronta. 
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