Recensione: Evangelion 27.28

L'attesa conclusione di uno dei manga più amati
di Giuseppe Nieddu

EVANGELION 27-28
Autore: Yoshiyuki Sadamoto (testi e disegni)
Formato: 88 pagine cad., b/n, brossurato, 13x18, 4,80 €
Editore: Planet Manga

Eravamo alla metà degli anni '90. Da qualche anno, proprio all'inizio di quel decennio, in Italia, erano giunti i manga, non i rifacimenti nostrani, quelli che riscrivevano storie non autorizzate dei robottoni come Goldrake e Mazinga.
L'ondata di manga aveva invaso l'Italia. Ma era dagli anni '70 che non si aveva una vera e propria rivoluzione del genere. E questa rivoluzione venne dallo studio GAINAX, lo stesso de Il mistero della pietra azzurra

Evangelion non fu solo una novità dal punto di vista dei mecha, ma degli anime in genere. I temi trattati venivano approfonditi non solo nella macro-storia ma anche nella micro-storia. I sentimenti e i pensieri dei protagonisti venivano esteriorizzati, forse, per la prima volta. Dettando nuove regole sulla produzione delle storie del Sol Levante.

Quello che deluse fu il finale. Per molti incomprensibile, affrettato e non adatto. Ed è di finale infatti che si deve parlare. Dopo quasi 20 anni dalla prima pubblicazione, gli ultimi due numeri, della trasposizione manga di questo importante anime, finalmente arrivano in Italia, proposti da Planet Manga assieme in un "pack" (e in contemporanea il n. 14 della versione Evangelion Collection, ossia la "1:1 tankobon").

L'umanità è giunta ad un punto di svolta. Shingi, Rei e Asuka sono la chiave per il prossimo passo. Si dovrà azzerare ogni cosa o l'umanità potrà proseguire il suo percorso? Che ruolo hanno avuto gli EVA in tutto questo? E quale avranno in futuro? Tutte le risposte sono in questi due volumi.

La risposta potrebbe essere però combattuta. Infatti non ci si distacca in modo netto dall'anime, ci si avvicina molto a quanto proposto nei film che la GAINAX produsse successivamente, pur rimandendo una narrazione a sé stante. Potremmo vederlo come un approfondimento di tutte le storie precedenti.

Ad alcuni potrebbe lasciare l'amaro in bocca ma non bisogna dimenticare la particolarità di questa opera. Gli EVA non erano solo dei robot costruiti dagli umani per difendersi da dei nemici spaziali. Gli Angeli non venivano da VEGA. E i Children non erano eroi senza macchia e pieni di coraggio. Erano, sono, gli aspetti più fragili dell'umanità. Ma anche quelli più forti. Gli unici che potevano salvarla.

Questo finale probabilmente vuole indicarci che le lotte devono farci crescere, sia come individui che come collettivo, spingendoci a cercare dentro di noi dentro di sé le risorse per accettare quello che siamo.
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