Recensione: X-Men Forever 1-4

E se Chris Claremont...
di Giuseppe Nieddu

X-MEN FOREVER 1-4
Testi di Chris Claremont, disegni di Tom Grummett, Paul Smith, Steve Scott, Peter Vale e Graham Nolan
Formato: 128 (n. 1)/112 (nn. 2 e 3)/120 (n. 4) pagine, colore, brossurato, 17x26, 5,30 € cad.
Editore: Panini Comics

La Casa Delle Idee non è nuova ai "What If", cioè storie che rispondono alla domanda "che cosa sarebbe successo se..?". Queste risposte, di norma, si limitavano ad essere piccole storie autoconclusive, spesso presentate da Uatu l'Osservatore, e mostravano il comportamento di determinati personaggi in particolari situazioni.

X-Men forever è uno di questi "What If", ma si distingue per alcune importanti peculiarità. La prima è che non si tratta di poche pagine, ma di una serie, e non risponde alla solita domanda, ma ad una ben più complessa: "Cosa sarebbe successo se Chris Claremont avesse continuato a scrivere gli X-Men?".

Claremont, infatti, è lo storico creatore di alcune delle saghe più importanti degli X-Men come "Giorni di un futuro passato" e la "Saga di Fenice Nera" e ne ha scritto le storie per quasi 17 anni di seguito. Nel 1991 alcune idee narrative che lo scrittore inglese voleva applicare al destino degli uomini X, decretarono il suo allontanamento dalla Marvel. Prima fra tutte, la morte di quello che è il mutante più amato: Wolverine.

I disegni di vari autori, come Paul Smith, Tom Grummett, Graham Nolan, mostrano un taglio classico, con ambientazioni e design tipiche degli anni '90, soprattutto nelle divise, ma non mancano di tecniche moderne che rendono la visione complessiva molto gradevole.

Questa serie viene presentata in Italia con storie autoconclusive a cadenza irregolare che, tipiche dello stile di Claremont, rispondono a delle domande creandone di nuove. Una lettura diversa da quella degli ultimi anni, che piacerà sicuramente ai vecchi appassionati, ma che può strizzare l'occhio anche ai nuovi.
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