Recensione: The Walking Dead 5

Gli zombi sono dentro di noi
di Giuliano Scialpi

THE WALKING DEAD 5
Autori: Robert Kirkman (testi), Charlie Adlard (disegni), Tony Moore (copertina)
Formato: 96 pagine, b/n, brossura, 21x16, 2,90 €
Editore: saldaPress

Quinto numero della serie "survivor horror" più acclamata degli ultimi anni! Parliamo di The Walking Dead, capolavoro di Robert Kirkman, Charlie Adlard e Cliff Rathburn, riadattato da saldaPress al comodo ed economico formato da edicola (in fumetteria e libreria è appena arrivato il trade paperback n.14).

L'impressionante e suggestiva copertina dell'ottimo Tony Moore preannuncia l'entrata in scena di un nuovo personaggio nella variegata compagnia degli anomali ammazzazombie. Ma chi sono questi zombie? Vittime di un virus? O, piuttosto, prodotti di una maledizione? Per adesso non ci è dato di sapere ma quello che è certo è che non aggiungono o tolgono molto al vero valore del racconto incentrato sulla psicologia dei protagonidti più che sull'azione (che tuttavia non manca!). Gli zombie sono dentro di noi (lo direbbe anche Dylan Dog), rappresentano la nostra parte oscura, quella verso cui si sentono trascinati Rick e compagni a causa della tragedia che ha travolto tutta la popolazione, privandoli di ogni certezza. Un po' alla stregua del romanzo di Golding Il signore delle mosche, vediamo come di fronte alla mancanza di regole dettate dalla società organizzata si scivoli inesorabilmente verso la barbarie e ci si affidi sempre più alla ragione della forza bruta. Questo episodio lo dimostra in modo esemplare quando si opta per la condanna a morte di un assassino colto in flagrante invece che per una pena alternativa come l'esilio o la detenzione, mentre al contempo si trasgredisce la semplice regola "chi uccide muore" in nome di un malinteso bene della comunità. La situazione infatti diventa rovente di fronte alla follia dell'omicida di Thomas o al tentativo di Dexter di cacciare la compagnia al di fuori delle "sicure" recinzioni del carcere. L'insistenza del disegnatore sui primi piani lascia trasparire il crogiuolo di sentimenti ed emozioni che si agitano negli animi di tutti. La sensazione di impotenza, la necessità di punti fermi, il peso delle responsabilità verso il gruppo di Rick, lo sbandamento di Lori alle prese con una gravidanza difficile, la pietà di Patricia in rotta con le nuove regole delineano un affresco in cui nessuno ha un solo volto e in cui la complessità dell'animo umano la fa da padrone sullo sfondo di un'incertezza condivisa nella quale una sola persona spicca granitica (almeno per adesso): Michonne, la giustiziera con la sciabola.
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