Recensione: Volto Nascosta Raccolta 3

La Storia secondo Manfredi
di Gianluca Lamendola

VOLTO NASCOSTO RACCOLTA 3
Autori: Gianfranco Manfredi (testi), Leomacs e Roberto Diso (disegni), Massimo Rotundo (copertina)
Formato: 196 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 3,70 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Ancora una volta fatti realmente accaduti della Storia d’Italia si intrecciano ad avvenimenti fittizi, che oltre a rendere più godibile la guerra italo-abissina, la caricano di particolari e retroscena, con situazioni tipiche del romanzo di avventura. Ed è proprio una grande avventura quella che stiamo leggendo, segnata da un iperrealismo che la gabbia bonelliana non riesce a trattenere, facendolo così esplodere nella caratterizzazione delle battaglie e nella triste desolazione che le segue. Di conseguenza anche i personaggi che appaiono inventati, muovendosi in un così ben dettagliato affresco storico, acquistano una “terza dimensione”, uscendo dalle pagine per incarnare lo spirito e l’ardore degli italiani di quel periodo.

Così, simbolo dell’opposizione ad una guerra ingiusta, diventa il protagonista Ugo Pastore: un ragazzo onesto e di sani principi che, nonostante il suo occhio a mezz’asta, riesce a vedere sempre chiaramente il quadro complessivo delle cose, assumendo così il ruolo di personaggio scomodo per il pensiero comune. Tuttavia, le vicende narrate in questo volume sono incentrate sulle imprese di Volto Nascosto (che si cela dietro una maschera d’argento) e del tenente Vittorio De Cesari durante la battaglia alla fortezza di Macallé. Così, attraverso le loro gesta eroiche conosciamo meglio questi due amici di Ugo, che sebbene siano schierati su fronti opposti, condividono lo stesso senso dell’onore e la stessa bravura nel combattere. A dividerli sono invece le loro convinzioni, perché mentre Vittorio sembra combattere solo per se stesso, Volto Nascosto si muove secondo una missione divina che ne caratterizza le azioni e le parole. 

In definitiva, non possiamo che consigliare a tutti questa lettura insolita, in cui la Storia si mischia al Melodramma, dando origine ad una commistione di generi tipica delle opere di Gianfranco Manfredi (come il western misterioso di Magico Vento), tesa in questo caso a raccontarci frammenti di vite passate in un girotondo di passione, amicizia, onore e morte.
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