Recensione: Julia 110

Psicologie in parallelo
di Michele Miglionico

JULIA 110
Autori: Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero (testi), Laura Zuccheri (disegni), Marco Soldi (copertina)
Formato: 130 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 3,20 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Ha fatto bene il curatore della serie a inserire "Myrna" nel titolo della storia: così facendo, ha attirato e riportato all'ovile qualche lettore distratto o perso per strada, come chi scrive, che aveva smesso di seguire Julia per la ripetitività e l'inverosimiglianza dello schema di base. 
Non è cambiato troppo dall'ultima volta in cui abbiamo incrociato la strada della criminologa. La rubrica della posta è ancora un ibrido tra "la posta del cuore" e "l'angolo di Freud"; i comprimari storici sono rimasti ed è invariata la stereotipata dinamica delle loro relazioni con Julia. Però c'è un uomo nuovo nella vita della protagonista (alla buon'ora!). E quest'albo in particolare rompe la struttura tipica di un episodio poliziesco. Il giallo non manca ma, all'occhio clinico di un lettore attento, la risoluzione è chiara molto presto. Quello che manca è però un caso da risolvere e, di conseguenza, una buona dose di azione; ma quando Berardi scrive il suo soggetto, sa che gran parte dei suoi lettori appartiene al gentil sesso. Così come ne è conscio il co-sceneggiatore: entrambi puntano tutto sulla psicologia. 

È tornata Myrna Harrod, la serial killer ossessionata da Julia Kendall. Gli autori dedicano dozzine di tavole alla sua introspezione, con una sensibilità che mette i brividi. In parallelo, anche la caratterizzazione della titolare della testata riceve le sue giuste attenzioni.

Laura Zuccheri fa parte dello staff sin dagli esordi ed è una scrupolosa interprete dell'universo di Garden City.
Una nota: Marco Soldi rimane un ottimo illustratore, ma la scelta del contenuto della copertina è superficiale, perché non ha niente a che vedere con il contenuto dell'albo, né per ambientazione né, tantomeno, per il look dell'assassina.
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