Recensione: Samuel Stern 1

Un debutto col botto
di Moreno Salsi

SAMUEL STERN 1
Autori: Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro (testi), Luigi Formisano (disegni), Maurizio Di Vincenzo (copertina)
Formato: 96 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 3,50 €
Editore: Bugs Comics

Sentendo parlare per la prima volta di Samuel Stern potevamo pensare "Un bonellide da edicola basato sull’horror, sai che novità?" E invece ci siamo lasciati convincere ed ora sono guai!
Perché questo non è un horror normale, qui c’è il male.. il male...

Il plot di questo primo episodio attinge a piene mani da un famosissimo film in cui una bambina è vittima di una possessione demoniaca; ma non vorremmo essere fuorvianti: non siamo di fronte all’ennesima "apocalisse zombie" già vista e stravista perché gli autori (Fumasoli & Filadoro) riescono ad avere personalità ed originalità scacciando i probabili déja-vù. (niente vomito verde, mi spiace...)

I disegni di Formisano sono semplici, sintetici, ma funzionali e picchiano nei denti quando serve, E sono brividi.

Per questo possiamo tranquillamente dire che un horror così ancora non si era visto. In un fumetto, per giunta. E quando le pagine finiscono e il respiro torna regolare ci si accorge che erano sempre le solite 98 pagine, ma usate meglio.

"Il Nuovo Incubo" presenta storia e personaggi con cura, non si concentra solo sul protagonista, non ci dà solo il suo punto di vista e non ci dice molto di lui (qualcosa, giusto per far crescere la curiosità). Samuel Stern è il tramite per raccontare questo nuovo incubo, un incubo dal quale è molto facile essere inghiottiti se le cose stanno come ci viene spiegato sulle sue pagine.

Un tema - la possessione demoniaca - molto delicato, abusato nel genere semmai, perché ancora di sicuro impatto. Sulle pagine de "Il Nuovo Incubo" questo argomento viene proposto senza banalità o frivolezza, ma con intelligenza; portando il lettore a riflettere su cose che spesso non si vorrebbero affrontare.

Per la Bugs Comics è un debutto che altre case editrici ben avviate sicuramente invidieranno e ci auguriamo di trovare ancora a lungo Samuel Stern in edicola, perché quel posto è suo di diritto.
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