Recensione: Nailbiter 1

La legge del Serial Killer
di Matteo Spadini

NAILBITER 1
Autori: Joshua Williamson (testi), Mike Henderson (disegni), Adam Guzowski (colori)
Formato: 128 pagine, colore, brossurato, 17x26, 14,90 €
Editore: saldaPress

Buckaroo, Oregon. Città seviziata e grondante sangue in cui sono nati e morti (?) alcuni tra i più micidiali (e bizzarri) serial killer in circolazione.
Nicholas Finch, agente sospeso dai suoi incarichi a causa della sua troppa istintività e irruenza (diciamo così), alla prese con una richiesta d’aiuto di un suo caro amico.
Sceriffo Crane, giovane donna che in passato ha avuto una relazione con Edward Warren, il Mangiaunghie: un moderno Hannibal che ti assaggia dalle unghie e poi, probabilmente, passa al resto.

Si parte più o meno da questo e non si sa dove si arriverà, in Nailbiter, nuova sorprendente creatura di Joshua Williamson (quello di Ghosted e anche di Birthright). Qui, in particolare, c’è una caratteristica che rende questo primo volume davvero notevole: la velocità. Come se la storia stessa fosse un serial killer che ti martella il cervello per farti del male ma non troppo, così da lasciarti vivere per assistere alla commedia. Perché di questo si tratta: una putrida e divertente commedia messa in scena da un autore che si diverte e che fa divertire. Williamson si spinge oltre rispetto al precedente Ghosted. Nailbiter sembra essere più maturo e più tecnico - le inquadrature in prima persona sono meravigliose, anche per merito di un sorprendente Mike Henderson - pur riuscendo a mantenere quella spensieratezza narrativa che è forse il suo marchio di fabbrica.
La sceneggiatura di Williamson è senza sosta. Inizi a leggere e, senza saper bene il perché, ti ritrovi all’ultima pagina soffocando dentro di te l’unica possibile esclamazione: NO! Cioè, non può essere finito. Non ora. E senza dubbio, ne vorrete ancora.
Nailbiter è un fumetto tosto e, per quanto sia possibile trattandosi di una storia che prima di tutto è horror, è anche abbastanza originale.

Consiglio: mentre leggete, ascoltate l’album "Selected Ambient Works 85-92" di Aphex Twin. Vi sentirete ancora di più sul filo e in attesa di qualcosa di anomalo. Con noi ha funzionato.
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