Recensione: Dylan Dog - I colori della paura 48

TV Killer
di Matteo Spadini

DYLAN DOG - I COLORI DELLA PAURA 48
Autori: Michele Medda (testi), Aldo Di Gennaro (disegni), Studio Rudoni (colori), Marco Soldi (copertina)
Formato: 36 pagine, brossurato, colore, 17x23, 1,99 €
Editore: RCS

Mercoledì 15 giugno è uscito il numero 48 della collana di Dylan Dog - I colori della paura, che contiene “Luci della Ribalta”, una storia di Michele Medda (Caravan, Lukas) disegnata da Aldo Di Gennaro, già pubblicata all'interno del Dylan Dog Color Fest 7 del 2011. Intuibile dal titolo, il tema su cui ha lavorato l'autore sardo è quello della notorietà, della fama, di un'ossessione che può portarti sempre più giù, fino a raschiare il fondo. La televisione come trampolino di lancio. Le telecamere puntate su di te che sei la star. Il fascino (discutibile) di ritrovarsi nel piccolo schermo come leggera e prevedibile comparsa che il mondo, prima o poi, dimenticherà.

Medda, decisamente ispirato al momento della scrittura, costruisce un viaggio ciclico che inizia e finisce nello stesso punto in cui era iniziato. Si potrebbe ipotizzare un finale, pensare ad una soluzione mentre si va avanti, eppure, una volta terminata la lettura, è probabile che avrete una sensazione di assurdo compimento che vi farà provare una leggera pelle d’oca.

"Luci della Ribalta" è un piccolo gioiello che sfiora la perfezione. I disegni di Di Gennaro rendono quasi iconiche alcune vignette (strepitoso il Groucho di pagina 26). Forse, ad ammirare il risultato finale, verrebbe da pensare che siamo di fronte a uno di quei casi di assoluta armonia fra sceneggiatore e disegnatore.

Meravigliosa la copertina inedita di Marco Soldi; una donna alle prese con il proprio demone e Dylan, che prova ad accorciare la distanza che lo separa da lei. E salvarla.
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