Recensione: Morgan Lost 5

È il tempo di Morgan
di Emanuele Amato

MORGAN LOST 5
Autori: Claudio Chiaverotti (testi), Giuseppe Liotti (disegni), Arancia Studio (colori), Fabrizio De Tommaso (copertina)
Formato: 98 pagine, colore, brossurato, 16x21, 3,50 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Anche il volume di questo mese è materiale prezioso. Mese nuovo, serial killer nuovo. Questa volta il tenebroso Morgan Lost deve fare i conti con uno stupratore/assassino seriale dalla testa di rettile.

Storia potente e struggente, come ormai ci sta abituando (bene) ad ogni volume il buon Chiaverotti. Ci sta deliziando volta dopo volta con storie dalle sfumature emotive sempre di un certo spessore e qualità.
Già dal titolo del volume, "L'orologio del tempo", possiamo intuire che il tema portante qui è, appunto, il tempo. Più che nella storia in sé - dove in molte tavole appaiono orologi e citazioni sul tempo delle ormai famose, per i lettori, “Sweetmistress” (gruppo musicale presente in ogni volume dove il titolo di una loro canzone rimanda al tema della storia) - il tempo caratterizza la struttura della sceneggiatura di questo albo. Si parla di tempo che avanza e retrocede quando si sta per morire, così anche la storia prende questa piega. Chiaverotti presenta le vicenda iniziando da un’ambulanza e da una donna in fin di vita e da lì gioca con una narrazione che va indietro con gli eventi ritornando poi, d’improvviso, al presente.

Antagonista della storia è il "Caimano", serial killer attaccato in maniera morbosa alla madre, quel conflitto di amore ed odio folle narrato con maestria e splendore da un Chiaverotti al top della forma. Un legame quello del killer con la madre che si lascia associare molto bene a quei famosi amori madre/figlio visti in Psycho del maestro Hitchcock e nella vita reale dal famosissimo serial killer Ed Gein. Ma qui la madre è essenzialmente buona e non invadente e severa, tale da compromettere la crescita emotiva ed individuale di un bambino divenuto adulto come in Psycho.

Le tavole di Giuseppe Liotti sono emozioni su carta. Ogni espressione è curata nei dettagli come la prima vignetta di pagina 13, l’urlo di rabbia e dolore ti prende in pieno e ti entra dentro; come la frattura dell’anima quando si perde una persona cara rappresentata nella seconda vignetta a pagina 41. I tratti del serial killer e della madre così archetipici che sembrano essere senza tempo, così familiari e distintivi, ma così unici. Così come uno li immaginerebbe, ma nuovi e mai banali.

Arancia Studio anche stavolta non sbaglia con i suoi rossi e grigi, puliti e raffinati che danno un tocco oscuro e gotico a questa miscela già perfetta così.

Storia che viene letta con brama di sfogliare la pagina successiva, ci si ritrova improvvisamente ad aver divorato il volume senza nemmeno essersene resi conto, arrivando così al finale che ci spiazza in maniera più che positiva.
Morgan Lost si sta imponendo in maniera chiara ai vertici del fumetto italiano attuale...e siamo solo all’inizio.

Cari lettori di New Heliopolis, il “tempo” a mio disposizione è finito.
Alla prossima.
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