Recensione: Color Tex 7

Color veloce, duro e sincero
di Matteo Spadini

COLOR TEX 7
Autori: Roberto Recchioni (testi), Pasquale Del Vecchio (disegni), GFB Comics (colori), Claudio Villa (copertina)
Formato: 160 pagine, colore, brossurato 16x21, 5,50 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Ve lo ricordate "Randy il fortunato"? Era la storia che chiudeva il Color Tex numero 6, la versione autunnale che contiene le "canoniche" 4 storie a colori, ed era un episodio che a leggerlo divertiva parecchio; Tex era l’incarnazione di un vero e proprio incubo per il povero Randy, che se lo ritrovava sulla propria strada ovunque andasse. Il finale, poi, era delizioso.

Color Tex numero 7, "La Strada per Serenity". Che è il numero estivo e contiene una lunga storia della durata di 160 pagine. E che in sostanza è una veloce cavalcata in cui le pause sono strettamente legate ai soli bisogni primari. Soggetto e sceneggiatura di Roberto Recchioni, che torna così a scrivere del Ranger e dei suoi pards (qui ci sono tutti) dopo l’ispirata prova di Randy. Disegni di Pasquale Del Vecchio, che "conosce" Tex già da qualche tempo (e si vede), colori firmati GFB Comics, classici ma neanche troppo, assolutamente adatti al nostro tempo.

La trama, in sostanza, prende il via da un ricatto (di quelli più miseri) che ha lo scopo di mettere Tex con le spalle al muro. Il Ranger ovviamente non ci sta e si danna l’anima per salvare una famiglia, o ciò che ne resta, da alcuni individui che forse hanno un’idea un po’ vaga del valore (morale e non solo) di Aquila della Notte.

Scrivere Tex, almeno all’inizio, deve essere una piccola impresa, sicuramente piacevole ma altrettanto faticosa; in una recente intervista che trovate sul sito della Bonelli, Recchioni dice che "non sei tu a scrivere lui, ma lui a scrivere te". Pur rispettando la natura del personaggio, l’autore romano crea una storia precisa, lineare (alcuni, sbagliando, considerano il termine come qualcosa di negativo) e dannatamente divertente. E ci mette il suo stile, lavorando spesso per immagini e lasciando parlare i bei disegni di Del Vecchio in molte vignette "mute", fra le quali si nascondono alcune delle più riuscite (vedere pagine 43-44).

E quando la smette di parlare anche il piombo, il silenzio diventa un duro colpo al cuore. Senza andare nel dettaglio - nessuno spoiler, tranquilli - l’ultima pagina è commovente; in un mondo in cui i più piccoli devono essere preservati a tutti i costi dall’immenso dolore della morte, Recchioni invece, giustamente, li accompagna davanti ad essa con spietata umanità.

Una prova veloce, dura e sincera.
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