Recensione: Capitan America 53

Il momento degli Invasori
di Flavio Grazioso

CAPITAN AMERICA 53
Autori: Rick Remender e James Robinson (testi), Nic Klein e Steve Pugh (disegni)
Formato: 48 pagine, colore, spillato, 17x26, 2,90 €
Editore: Panini Comics

La triste storia di NUKE, il supersoldato pazzo, finisce qui. Infatti il terrorista sovversivo cinese (ed ex agente disertore S.H.I.E.L.D.) Il Chiodo di Ferro, ha trasformato Frank Simpson in una bomba umana, facendolo detonare in una base S.H.I.E.L.D. provocando la morte di molti agenti, e liberando un mostro: il Dr. Mindbubble, il supersoldato psichedelico prodotto di un esperimento fallito degli anni della Guerra Fredda volto a creare un agente che controllasse le menti, e per farlo hanno utilizzato su di lui LSD devastando la sua psiche.

Remender, come sempre, utilizza colpi di scena per sorprendere in negativo i personaggi. Pensiamo alla reazione di Steve Rogers all’attacco terrorista o al cinismo di Jet Black, che ancora deve capire tutte le sfumature di una vita normale. Vediamo se lo sceneggiatore sarà altrettanto bravo nella risposta dei nostri eroi.

Nel frattempo torna in auge il più vecchio super gruppo del mondo Marvel: gli Invasori!
Facciamo un passo indietro: era la Seconda Guerra Mondiale, e prima degli X-men, dei F4 e degli stessi Avengers, c’erano gli Invasori, un gruppo di eroi che combatteva l’Asse in Europa.
Oggi questo gruppo ritorna nella sua formazione originale, seppur molti di loro siano cambiati: Bucky non è più la spalla adolescente di Cap, ma è il Soldato d’Inverno ed ha alle sue spalle una strada molto travagliata ed è in cerca di redenzione, Namor è il sovrano di un regno decaduto, ed è considerato un terrorista, Jim Hammond, la Torcia Umana originale, è ancora alla ricerca della propria umanità, ma sotto la guida di Cap sapranno trovare la loro strada contro un nemico all’apparenza insormontabile: l’Impero Kree!
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