Recensione: Capitan America 49

Battaglia di supersoldati
di Flavio Grazioso

CAPITAN AMERICA 49
Autori: Rick Remender, Ed Brisson, Marc Guggenheim e Mark Paniccia (testi), Nic Klein, Luke Ross, Mark Paniccia e Javier Pulido (disegni), Carlos Pacheco (copertina)
Formato: 80 pagine, colore, spillato, 17x26, 3,50 €
Editore: Panini Comics

Un n. 13 esplosivo per la testata a stelle e strisce. Chi aveva incolpato Remender di aver dato poca azione alla storia del Super Soldato per eccellenza si dovrà ricredere. Cap viene catapultato in Nrosvekistan per combattere NUKE, esordendo con una delle sue mitiche scudate in pieno volto del supersoldato folle. I colpi non si sprecano, ma purtroppo le vite si, e sono tante quelle che vengono mietute dalla follia di questa guerra di supersoldati.

I dialoghi sono ben scritti, e la follia lucida di NUKE è resa perfetta soprattutto dal tono reverenziale con cui si rivolge a Cap. Inoltre, attraverso dei flashback risalenti alla guerra fredda (con un bel cameo del Soldato d’Inverno), ci viene mostrata l’identità di colui che manovra Frank Simpson: un rivoluzionario cinese, ex-agente dello S.H.I.E.L.D. infiltrato alla corte di Mao; un retroscena spy-story che casca sempre a pennello con le storie di Steve Rogers.

I Secret Avengers (la loro metà in realtà, in quanto Vedova Nera e Occhio di Falco sono nello spazio a combattere i Costruttori) di Nick Fury Jr, nei numeri 10 e 11, se la devono vedere con gli effetti delle nebbie terrigene sparse sulla Terra, con un’analista informatica dello S.H.I.E.L.D. che si ritrova ad essere una supereroina a causa della manifestazione dei suoi poteri inumani.

In appendice il ritorno di un’eroina addirittura risalente alla Golden Age dei fumetti: The Blonde Phantom.
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