Recensione: Y - L'ultimo uomo 1

L'inizio di una serie imperdibile: Y
di Gianluca Lamendola

Y - L'ULTIMO UOMO 1
Autori: Brian K. Vaughan (testi), Pia Guerra (disegni), J. G. Jones (copertina)
Formato: 96 pagine, colore, spillato, 17x26, 4,95 €
Editore: Planeta DeAgostini

Yorick è il tipico ragazzo della porta accanto: famiglia amorevole, disoccupato, con tanti sogni nel cassetto, compreso quello di sposare Beth, ora in Australia. Ad ostacolare la loro storia non c’è il ritardo dei voli dovuto ad una nube vulcanica o un padre iper protettivo che sottopone il fidanzato alla macchina della verità, come nel film Ti presento i miei. No, niente di tutto questo. A mettergli il bastone tra le ruote c’è solo... la fine del mondo!

Un’epidemia di origine sconosciuta lo ha reso, infatti, l’ultimo uomo della Terra, inteso nel senso letterale del termine, visto che ogni essere di sesso maschile è morto ad esclusione di lui e della sua scimmietta Ampersand, in qualche modo immuni. Così, si avventura per un mondo in bilico tra la ricostruzione e il collasso completo, cercando di raggiungere Beth e nel frattempo difendersi da una setta di moderne amazzoni. 

La storia ci appare fin da subito interessante e ben congegnata, abbandonando il tracciato di una fantascienza apocalittica stereotipata per esplorare nuovi orizzonti come la fantapolitica, sebbene condita da un umorismo grottesco volto a smorzare il tono esasperato della vicenda (divertente è lo scontro tra le vedove repubblicane e le parlamentari democratiche per il controllo della Casa Bianca).

Brian K. Vaughan (con i disegni di Pia Guerra) inscena una narrazione prettamente realistica, tralasciando facili fantasie erotiche e anche l’esaltazione di una tensione uterina che potrebbe scoraggiare chi volesse leggere l’albo. L’autore ci mostra come la scomparsa del cromosoma Y non riguardi solo la conservazione della specie, ma come rappresenti un problema culturale, politico ed economico, dato il vuoto che si è venuto a creare in molti settori che si avvalevano di una forte manodopera maschile. Come non succedeva da tempo, presi dalle tante domande irrisolte tipiche dei grandi thriller, attendiamo impazienti il prossimo numero, consci che se la serie terrà fede a queste premesse, l’attesa si ripeterà fino all’ultimo capitolo della saga.
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