Recensione: Universo Alfa 12

Gradevole pausa dalla serie regolare
di Giuliano Scialpi

UNIVERSO ALFA 12
Autori: Bepi Vigna (testi), Germano Bonazzi (disegni), Max Bertolini (copertina)
Formato: 176 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 5,30 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Cosa avviene se si mischiano le suggestioni di un'antica Roma imperiale compresa di giochi gladiatori tesi ad anestetizzare il popolo, e l'ideologia nonché i metodi di un regime nazista con tanto di campi di concentramento e propaganda razzista? La risposta è: un bel volume della serie Universo Alfa: Le cronache di Marte. Questa testata parallela dell'universo nathanneveriano ha l'onore di ospitare uno dei creatori del personaggio di culto della fantascienza italiana, Bepi Vigna, che grazie agli ottimi disegni del veterano Germano Bonazzi ci racconta una storia ambientata su Marte circa trecento anni dopo gli eventi narrati nella serie regolare. I Pretoriani, che già conosciamo per aver assistito al loro scontro con l'Agenzia Alfa, hanno finalmente preso il potere sul pianeta rosso e dato vita ad una tirannia degna di Hitler infarcita di ideologia sulla superiorità dei mutati nei confronti degli umani che tristemente ricorda quella portata avanti da Goebbels durante la Seconda Guerra Mondiale. È l'inizio di una trilogia che verrà ospitata e conclusa nei prossimi anni e che ci accompagna passo dopo passo verso la deriva di una società inebetita dall'odio, dalla paura e dal pregiudizio verso gli innominabili abissi della dittatura. Una sola via è percorribile dai discriminati umani per sollevarsi dalla schiavitù e dall'emarginazione, quella di diventare un eroe dell'arena, di quegli scontri con robot da combattimento che divertono il pubblico assetato di sangue e violenza. È la strada scelta da Dagan Donegan col nome da battaglia The King, ma il cui riscatto viene interrotto dal suo presunto coinvolgimento in un attentato terroristico ai danni di un Pretoriano. Riuscirà l'amore della famiglia "mista" a cui appartiene ad aver ragione di preconcetti così radicati?

La gradevolezza dell'albo è tutta racchiusa nell'abile intreccio di sottotrame parallele che poi si intersecano a svelare il quadro nascosto, nonché nell'ambientazione aliena, esotica ma al contempo così familiare perché ispirata all'antica Roma o all'antico Egitto. Un'ottima parentesi in una serie sempre ad alti livelli.
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