Recensione: Thor 110

Il Dio del Tuono è tornato
di Umberto Rossolini

THOR 110
Autori: J. Michael Straczynski, Brian Michael Bendis, Ed Brubaker e Brian Reed (testi), Oliver Coipel, Leinil Yu, Steve Epting, Mike Perkins e Aaron Lopresti (disegni)
Formato: 80 pagine, colore, spillato, formato 17x26, Euro 3.30
Editore: Panini Comics

Finalmente il momento del tanto atteso ritorno del dio del Tuono è arrivato. Straczynski ci mostra, in un numero dai chiari tratti epici, il suo ritorno dopo un'attesa durata tre anni, mentre ai disegni Coipel presenta la nuova veste del redivivo Thor. Ripercorrendo le vicende passate che hanno visto come protagonista l'ex-Vendicatore, in un lungo dialogo assieme alla sua controparte umana Donald Blake, Thor sceglie di uscire dall'oblio. La sua sconfitta nel Ragnarok non rappresenterà il suo ultimo atto, ma il punto di partenza per un nuovo inizio.

Proseguono inoltre le avventure del gruppo dei vendicatori segreti, dopo la scoperta che in realtà Elektra non è Elektra ma... uno skrull. Questo fatto crea scompiglio nelle fila dei Vendicatori, i quali cominciano a dubitare l'uno dell'altro; nessuno sa se veramente chi combatte al proprio fianco è l'amico fidato di sempre oppure un mutaforma. La serie è fra le migliori fra le testate prodotte dalla Marvel, e coloro che dubitano delle capacità di Bendis non possono far altro che togliersi il cappello, in un numero dove la paura e l'insicurezza aleggia fra tutti i membri del gruppo.

Nella storia tratta da Captain America vediamo nuovamente il Soldato d'Inverno dare la caccia all'assassino di Steve Rogers. Beh in realtà tutti danno la caccia a qualcuno in una storia molto frammentata: colui che un tempo si faceva chiamare Bucky si scaglia contro Lukin in combutta con il Teschio Rosso, mentre Sharon, Falcon e la Vedova Nera inseguono l'ex-spalla di Cap. Tony va invece su tutte le furie dopo l'irruzione della figlia del Teschio, Sin, all'interno dell'elivelivolo S.H.I.E.L.D. E vuole trovarla a tutti i costi.

Il mensile si chiude con Miss Marvel ancora alle prese con il burattinaio, anche se le poche pagine proposte lasciano sempre l'amaro in bocca. Questa mossa dell'editore nel proporre storie spezzate risulta alquanto infelice: il prossimo mese, penso, nessuno si ricorderà cosa è successo alla supereroina.
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