Recensione: Marvel/Top Cow 2008

I crossover sono sempre difficili...
di Alessandro Neri

MARVEL/TOP COW 2008
Autori: Frank Tieri e Ron Marz (testi), Tyler Kirkham e Adriana Melo (disegni), Stjepan Sejic, Annette Kwok (colori)
Formato: 48 pagine, colore, spillato, 17x26, 3,30 €
Editore: Panini Comics

Nel 1942 l’assassino targato Top Cow The Darkness cacciava a Parigi Wolverine (che non ha bisogno di presentazioni). Oggi i due si rincontrano nelle stesse circostanze, in un bar. Da lì nascerà un duello all’ultimo sangue, ma non il loro.

Se i disegni e i colori fanno in generale un bell’effetto, grazie ai protagonisti resi indubbiamente tenebrosi e affascinanti e alle particolari sfumature, la storia lascia alquanto a desiderare. Le primissime pagine fanno ben sperare, ma velocemente la delusione prende il sopravvento, per arrivare allo sguardo d’intesa finale tra i due protagonisti e la risoluzione a quattro mani contro il nemico esplicata in una (!) sola vignetta. Insomma il tutto fa molto cliché.

L’incontro tra Witchblade e il Punitore è molto più interessante. Ron Marz crea una storia carina in queste poche pagine: la bella detective Sara Pezzini scorta un killer che deve essere il testimone ad un processo contro la mafia russa, per la quale lavorava. Ma Frank Castle li intercetta per uccidere il pentito (ovviamente si fa per dire). Da qui lo scontro tra la sbirra, la cui morale le suggerisce che il Punitore non ha torto, ma che deve rispettare e seguire le leggi anche se ingiuste, e il giustiziere, che sente una sola parola: vendetta! Il racconto si chiude su un bel finale. Tutto merito di Marz, perché non è che la Melo ci entusiasmi più di tanto. Sicuramente non quanto Eric Basaldua, disegnatore di Witchblade/Wolverine apparso su Marvel/Top Cow 2005 (Cult Comics n, 33).

Insomma un crossover da tutti i punti di vista, un racconto cattivo contro uno buono!
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