Recensione: Letter 44 2

Ottimo thriller fantascientifico
di Umberto Rossolini

LETTER 44 2
Autori: Charles Soule (testi), Alberto Alburquerque (disegni e copertina)
Formato: 32 pagine, colore, spillato, 17x26, 3,99 $
Editore: Oni Press

Letter 44 è una nuova serie, lanciata da pochi mesi da una giovane casa editrice americana, la Oni press. E' opportuno parlare di questa nuova serie perché apre numerosi spunti di riflessione sul genere fantascientifico. La fantascienza si piega, in questa occasione, anche a descrivere un thriller politico, che fa da sfondo a tutta la vicenda. Oppure è il thriller politico ad essere il tema principale, mentre è la vicenda fantascientifica a fare da sfondo? Vediamo di trovare una risposta.

Un brevissimo riassunto dell'incipit della trama, può aiutarci nell'impresa di capire il motivo dell'originalità di Letter 44. La lettera 44 del titolo è un messaggio lasciato sulla scrivania della Sala Ovale, dal precedente presidente americano in carica Carroll, austero nei modi e nella politica, al suo successore Blades. Blades, letta la lettera, sa che dovrà subito darsi da fare per capire chi sono gli alieni, descritti nella missiva dell'ex-presidente, che si stanno attualmente insediando ai margini del sistema solare, vicino a Plutone e in una cintura di asteroidi. Intanto, una navicella spaziale, la Clarke, si sta avvicinando all'avamposto alieno, e nella navicella sono presenti sia militari che scienziati, volontariamente arruolatisi per la missione.

La trama presenta, quindi, da subito interessanti spunti da approfondire. Innanzitutto, quali dovrebbero essere le prime mosse di un presidente neo eletto, nei confronti di una crisi aliena. È opportuno, a riguardo, un comportamento amichevole o pronto ad ogni evenienza, così come proponeva il presidente uscente, tanto da far cadere il proprio Paese in una crisi economica? Quali sono le vere intenzioni degli alieni? La loro presenza è dettata una mancanza di risorse economiche oppure da una volontà di entrare in contatto con gli esseri umani? Se quest'ultima fosse la loro reale motivazione, allora perché gli alieni non hanno cercato un primo contatto in precedenza?

Come si può intuire, sono numerosi i temi classici di ambito fantascientifico che vengono ripresi in Letter 44, primo fra tutti è quello del senso di una minaccia presente, ma nascosta. Un senso di minaccia che condiziona tutta la politica del nuovo presidente, fin dal suo primo giorno in carica e che lo costringere a rivedere tutte le sue priorità. Certamente, l'altro filone portante di questa storia, privo di elementi politici, è quello che coinvolge gli astronauti in volo verso la cintura di asteroidi: di loro sappiamo poco, a parte un interessante aspetto che lasciamo a voi lettori scoprire e il fatto, chiaro da subito, che esiste in questo gruppo un forte legame, dato probabilmente dai numerosi giorni spesi insieme.

Entrambi i filoni, allora, sia quello da thriller politico, che quello sci-fi, sono ben equilibrati in questo numero: per tutti e due è stato dedicato più o meno lo stesso numero di pagine. Più che positivo è, dunque, lo sforzo di Charles Soule, lo sceneggiatore, che sa ben orchestrare la vicenda fra la Terra, dove le varie macchinazioni della politica americana avvengono, e lo spazio, questa "frontiera inesplorata", tanto da far vendere numerose copie al primissimo numero.

Non di gran rilievo, invece, è la prova del disegnatore Alberto Alburquerque, che non imprime grande dinamicità alle scene d'azione, né ai semplici movimenti dei personaggi. Tutto è molto statico, immobile, con volti spesso grotteschi in scene che non hanno nulla di grottesco.

Insomma, se si esclude la nota dolente sul disegno, Letter 44 è una lettura più che piacevole e interessantissima. Un'altra produzione da elogiare nel panorama indipendente, soprattutto perché una buona caratterizzazione della trama riesce a mettere in secondo piano i disegni che di certo non sono il punto forte della serie.
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