Recensione: Dampyr 119

Dampyr vittoriano
di Alessandro Neri

DAMPYR 119
Autori: Mauro Boselli (testi), Michele Cropera (disegni), Enea Riboldi (copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 2,70 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

"L’amante del vampiro" è la storia di una ragazza di Dublino costretta a fare la cameriera in una casa misteriosa. Ingaggiata da Giles, una specie di dandy, per essere la serva di uno zio che non si fa mai vedere, la giovane Joan è, come lei stessa confida al suo diario, una moderna Jane Eyre. E come nel romanzo della Brontë, la grande casa racchiude un terribile segreto: lo “zio” è un Maestro della Notte e i “nipoti” il suo piccolo branco. E anche se Harlan è sulle loro tracce, Oenghus Mordha, questo il nome di battaglia dell’arcivampiro, potrebbe essere avvantaggiato visto che ha già avuto a che fare con un altro Dampyr secoli prima!

Boselli si ispira chiaramente alla letteratura vittoriana e ci trasporta in una Dublino che sembra essere fuori dal tempo; solo alcuni elementi moderni ci riporteranno, già a metà racconto, alla realtà. Come spesso accade in Dampyr, dopo una lunga “introduzione” segue l’azione e il combattimento tra la squadra formata da Caleb Lost e i non-morti. Un bell’albo, scritto magnificamente da Boselli e arricchito dalle splendide tavole scure e precise di Cropera, colonna di Lazarus Ledd alla sua quarta avventura dampyriana. Ancora una volta il co-creatore del nostro mezzo-vampiro preferito sa scegliere alla perfezione l’autore più adatto a rappresentare le atmosfere da lui create.

Dopo un numero non eccezionale, "Prigionieri dei sogni", di Mignacco e Baggi (per il quale Harlan è un vero clone di Ralph Fiennes), eccoci ad una storia esaltante e che apporta un ulteriore tassello, piccolo a dire il vero, alla grande saga di Dampyr.
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