Recensione: Conan il Cimmero 1

Un Conan (francese) da ricordare
di Matteo Spadini

CONAN IL CIMMERO 1
Autori: Jean-David Morvan (testi), Pierre Alary (disegni), Sergio Sedyas (colori)
Formato: 48 pagine, colore, spillato, 21x28, 14,90 €
Editore: Star Comics

Mentre in America la Marvel rilancia Conan il Barbaro dopo il periodo Dark Horse, in Europa scadono i diritti sul personaggio di Robert E. Howard e la Glénat affida il progetto di una serie di fedeli adattamenti a fumetti a Jean-David Morvan (già cocreatore di Sillage e Troll).
"La regina della Costa Nera" è il primo volume della collana "Conan il Cimmero", edita in Italia dalla Star Comics (sono già disponibili il secondo e il terzo volume).

Scritta da Morvan e disegnata da Pierre Alary, questa è una storia che ha come protagonisti due amanti (Conan e la temibile Bêlit, la diavolessa del mare) e la loro cavalcata verso un tesoro che non li condurrà ad alcuna ricchezza, ma innanzi ad un antico e tremendo nemico che metterà a durissima prova il fisico, e soprattutto la mente, del cimmero.

Siamo di fronte a qualcosa di molto particolare; un meraviglioso esempio di fumetto francese che prova - e ci riesce - ad incarnare un animo che non può che essere profondamente diverso dalla propria natura.
La sensazione che si ha durante la lettura, cioè almeno fino alla sua metà, è che l’incontro casuale fra l’uomo e la donna e i successivi episodi di frenetico e irragionevole amore ci avrebbero condotti verso momenti violenti ma comunque rasserenanti. Invece veniamo sconvolti da una tavola, in particolare, che mette a nudo la follia di certe creature ormai senza scopo di vita che vagano spaesate. Una tavola che, senza dubbio, spiazza noi lettori che non pensavamo minimamente a una situazione del genere (a patto di non aver letto il racconto originale di Howard) e mette alla prova anche i nostri sensi, oltre a quelli di un uomo i cui occhi sembrano aver vissuto un’apocalisse di morte. E di amore.

Non poteva esserci un inizio migliore per un progetto francese che sembra essere pienamente consapevole dei propri mezzi, e del magnifico mondo in cui si muove il personaggio di Howard.
E non abbiamo dubbi che le prossime storie saranno altrettanto belle, ma siamo anche abbastanza convinti che nulla riuscirà a raggiungere l’intensità di alcuni attimi di vita fra Conan e la sua Bêlit.
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