Recensione: La Notte

Il caos dopo la morte
di Matteo Spadini

LA NOTTE
Autore: Philippe Druillet (testi e disegni)
Formato: 72 pagine, colore, brossurato, 19x26, 14 €
Editore: Magic Press

Philippe Druillet, artista di Tolosa appartenente alla generazione del "Metallo Urlante", disegna bande di motociclisti (mostri, ai nostri occhi) che sono in guerra con la Morte. Alcuni di essi dicono che se la possono fottere, la Morte, eppure con l’avanzare della notte affiorano delle paure mai provate. Se non riescono a raggiungere la droga e a farne uso prima che faccia giorno, potrebbero ritrovarsi a dover fronteggiare un nemico implacabile e disumano, intollerabile e spregevole malattia.

L’architettura delle tavole, i colori che ti sfondano gli occhi e quel senso di caos infinito e irrisolvibile rendono La Notte un’esperienza allucinogena e dannata. Manifesto rock e metal (compare una Brown Sugar quando meno te l’aspetti), distruttivo, sconvolgente e arrendevole verso un finale che non può portare le bande in alcun luogo di pace, La Notte è un fumetto micidiale che corre a velocità massima e che mai, mai in assoluto, vorrai riprendere una seconda volta fra le mani. Se non per farti del male.
Non c’è conforto, per il lettore. Non c’è una scena di rivalsa, di cambiamenti che portano un bagliore di serenità per lo stomaco. Apatia, distacco dalla realtà e visioni di mondi spaventosi che sembrano non avere una cura.

Incastonata in alcune tavole verticali e orizzontali (momenti da spezzare il respiro), c’è la moglie di Druillet, vittima anche lei di una Morte che, naturalmente, è stata per lui devastante e inaccettabile.
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