Recensione: Dylan Dog Granderistampa 72

Triste, romantico, oscuro
di Matteo Spadini

DYLAN DOG GRANDERISTAMPA 72
Testi: Pasquale Ruju e Giuseppe De Nardo (testi), Corrado Roi, Luigi Piccatto e Daniele Bigliardo (disegni), Corrado Roi (copertina)
Formato: 288 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 6,70 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Numero 72 della Granderistampa di Dylan Dog che, come al solito, ci vizia con una copertina inedita di Corrado Roi; in questo caso bella ma non indimenticabile.

Manila, "figlia" di Jargo e vecchia conoscenza di Dylan, torna quando l’old boy è in pericolo. La vampira, ancora fortemente legata a lui, sembra logorata dalla condizione della propria natura e di non poter dare (né ricevere) calore umano.
"Manila", soggetto e sceneggiatura di Pasquale Ruju e disegni di Corrado Roi, conclude tristemente un episodio della vita di Dylan. La distanza che separa l’uomo dalle creature della notte è, in definitiva, incolmabile. E l’amore non basta.

Il secondo albo racchiuso nella Granderistampa è "Il Pozzo degli Inganni". Ancora Pasquale Ruju ai testi e disegni di Luigi Piccatto.
Dylan è alle prese con un "mostro" che si ciba dei sogni e delle speranze di chi è alla ricerca di un nuovo inizio. Gente che ha lasciato la propria vita per trovarne una migliore in un altro paese e che ora si trova, sfortunatamente, vittima di pregiudizi  e di disumane dinamiche.
Lodevole tentativo di trattare un argomento che ancora oggi è trattato in un modo davvero troppo poetico e semplicistico. "Il Pozzo degli Inganni" non fa eccezione ma Dylan è, da sempre, un inguaribile romantico.

"Il Grimorio Maledetto", in chiusura, è personalmente una piacevole scoperta se si ha nel cuore "La Nona Porta". Il soggetto di Giuseppe De Nardo deve molto al film di Roman Polanski, sia per l’argomento trattato (libro antico maledetto) che per alcuni dettagli. Ma non è, per fortuna, una copia a fumetti del film. Se quest’ultimo giocava esclusivamente sul mistero, l’occulto e le stranezze degli eventi, "Il Grimorio" è invece più avventuroso pur avendo un animo piacevolmente oscuro.
Forse a tratti un po’ caotico ma comunque da ricordare anche per la presenza di un personaggio dannatamente affascinante: la gazza. Il suo rapporto con l’old boy è fulmineo, sfrenato e pieno di ironia.
I disegni di Bigliardo - il volto di Dylan non è mai stato così iconico - contribuiscono enormemente a rendere "Il Grimorio" una gran bella storia.
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