Recensione: Wytches 1

Le streghe secondo Snyder
di Moreno Salsi

WYTCHES 1
Autori: Scott Snyder (testi), Jock (disegni), Matt Hollingsworth (colori)
Formato: 192 pagine, colore, brossurato, 17x26, 16,95 €
Editore: RW Edizioni

Dimenticate ciò che sapevate finora sulle streghe, dimenticate anche cosa avete visto quel giorno nel bosco. Non è andata così. O forse, solo qualcosa...
Dimenticate anche quella regola che vuole che un prodotto fuori dai canoni sia per forza snobbato dal pubblico, che sia incompreso.
Wytches sposta l’ago della bilancia a suo netto favore.
Non poteva essere altrimenti visto il team creativo formato da star del fumetto mondiale quali lo scrittore Scott Snyder, il disegnatore Jock e il colorista Matt Hollingsworth.

L’impatto grafico di Wytches è immediato e inconfondibile, talmente insolito che si potrebbe dire unico. Jock è sempre ottimo ad illustrare le varie scene presentate: dalle più comuni e tranquille ambientate tra le mura di casa Rooks, alle più cupe e angoscianti svolte tra il fitto del bosco, nell’incubo generato dalle creature che abitano in esso.
Ciò che più caratterizza queste tavole però è senza dubbio la colorazione. Infatti, oltre alla normale colorazione delle vignette Hollingsworth “macchia” ogni tavola con spruzzi e schizzi ad acquerello; ottenendo così un effetto di distacco dalla realtà e “confusione percettiva” che amplifica il senso di disagio di certe scene e, magari, suggerisce che ciò che vediamo non è tutto vero, magari qualcosa non riusciamo a metterlo bene a fuoco talmente è impossibile da accettare...

La storia presentata in questo primo volume contenente i sei capitoli della serie (nelle note a termine Snyder fa riferimento ad un possibile seguito, non ancora pubblicato) mostra una famiglia, i Rooks, appena trasferitasi a Lietchfield per ricominciare una nuova vita, lasciando alle spalle qualche evento non troppo chiaro, ma tragico, avvenuto in precedenza. Sailor, la figlia, sembra perseguitata da attacchi di panico e non solo: qualcosa di orribile nascosto nel bosco circostante la spia e la chiama…

Scott Snyder si ispira per sua ammissione a fatti che lo hanno suggestionato da ragazzino durante le vacanze estive, ma oltre a generare un racconto dell’orrore duro e spietato come non se ne vedono spesso, trasporta sulle pagine di Wytches tutto l’amore che può dimostrare un genitore verso un figlio. Tutto l’amore che qualcuno ci può mettere per “aggiustare” le cose che non vanno nella propria famiglia.
Wytches è anche questo.
Ma è soprattutto una storia di streghe e sacrifici e un Voto è stato fatto.
E un Voto è un Voto.
Un Voto è un Voto...
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