Recensione: Sentinelle d'Inverno

Lode al Cielo per gli inverni canadesi!
di Alessandro Neri

SENTINELLE D'INVERNO
Autori: Brian K. Vaughan (testi), Steve Skroce (disegni), Matt Hollingsworth (colori)
Formato: 168 pagine, colore, cartonato, 17x26, 19 €
Editore: Bao Publishing

Ottawa, Ontario, 2112: gli USA devastano il Canada in seguito al bombardamento della Casa Bianca, che sarebbe opera dei vicini del Nord.
Territori del Nordovest, 2124: Amber, che all'epoca dell'attentato aveva cinque anni, incontra il Due-Quattro, un gruppo di Freedom Fighter che resiste contro le truppe americane che ormai hanno occupato il loro Paese. Una guerra impari, uno scontro tra Davide e Golia. Ma Amber, che per colpa degli invasori yankee ha perso tutti gli affetti, potrebbe rivelarsi l'arma segreta...

Bao Publishing propone in Italia in un unico volume questa miniserie pubblicata negli USA da Image in 6 albetti nel corso del 2015, Sentinelle d'Inverno da noi, We Stand on Guard in originale ("restiamo vigilanti", ritornello dell'inno canadese). Un racconto di sci-fi militare e un futuro alla Terminator in cui le macchine sono gli statunitensi.

Brian K. Vaughan vuole fare una cosa forse non facilissima: raccontare e vendere ad un pubblico perlopiù americano una storia in cui i cattivi sono proprio loro, gli americani. L'autore dei capolavori Y - L'ultimo uomo sulla Terra e Saga costruisce un cast interessante e gestisce bene le interazioni tra i suoi attori, la storia è densa e senza tempi morti, ricchissima di azione, ma c'è spazio anche per l'humor. In effetti, Vaughan fa sfoggio di qualche gimmick tipica del suo storytelling e, per esempio, in Sentinelle d'Inverno uno dei suoi personaggi ci farà un divertente spiegone sulle origini canadesi di Superman.

Il veterano Steve Skroce, canadese, ritorna in gran forma nel mondo dei comics dopo tanti lavori a Hollywood e con i Wachowski in particolare: ha uno stile molto cinematografico, mostra grande attenzione per le espressioni dei personaggi e sa ben destreggiarsi tra i tipici paesaggi canadesi innevati e i robottoni da guerra (che rimanderanno sicuramente ad altre opere i lettori più attenti), entrambi resi ancora più glaciali dai colori di Hollingsworth.

In definitiva, un racconto originale in cui lo Zio Sam cerca di calpestare la foglia d'acero, scritto da uno dei più grandi autori contemporanei e disegnata da un artista davvero troppo raro.
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