Recensione: Martin Mystère - Le nuove avventure a colori 1-2

Colorato reboot per Martin Mystère
di Giuliano Scialpi

MARTIN MYSTÈRE - LE NUOVE AVVENTURE A COLORI 1-2
Autori: I "Mysteriani" (testi), Fabio Piacentini e Alfredo Orlandi (disegni), Daniele Rudoni (colori), Lucio Filippucci (copertine)
Formato: 98 pagine cad., colore, brossurato, 16x21. 2 € (n.1) e 4,90 € (n.2)
Editore: Sergio Bonelli Editore

Una rivisitazione in chiave più moderna di un personaggio che, da quando fece la sua comparsa  in edicola nel lontano 1982, è stato accompagnato da un enorme successo di pubblico e seguito da una pletora di avidi lettori in cerca del gusto del mistero unito a quello dell'archeologia e, più saltuariamente della fantascienza. Parliamo di Martin Mystère, serie creata dall'immarcescibile Alfredo Castelli che adesso lascia il testimone per questa nuova avventura ad un gruppo di sceneggiatori (Andrea Artusi, Diego Cajelli, Giovanni Gualdoni, Ivo Lombardo, Enrico Lotti ed Andrea Voglino) dallo pseudonimo "I Mysteriani".

I puristi storceranno sicuramente la bocca di fronte alla scomparsa dell'assistente neanderthaliano Java, nonché ad uno stile che rende il protagonista più simile a James Bond che al BVZM, ma innegabilmente questo taglio incontra di più il gusto contemporaneo miscelando azione ed enigmi del passato passando per l'horror. Gusto che viene ben sottolineato dalla scelta, al posto del bianco e nero, dei colori accompagnato dal tipico tratto più pulito e scevro da eccessive sfumature dei disegni. 

Questa prova di rinnovamento viene brillantemente superata da Fabio Piacentini alle tavole nel primo numero "Ritorno all'Impossibile" ed Alfredo Orlandi nell'"Elmo di Scipio". Ma andiamo con ordine e parliamo di questi due primi numeri che servono sia a presentare nuovi (Max, l'assistente dai molteplici talenti, il passato avventuroso, destinato a sobbarcarsi la parte di "azione" delle avventure, la dottoressa Arianna Doria collaboratrice "istituzionale" di Martin, oltre che curatrice museale) e vecchi personaggi (Sergej Orloff, avversario irriducibile del nostro, Diana Lombard assistente di Arianna e probabile futura fiamma di Martin), sia a stuzzicare la curiosità del lettore con accenni ad eventi passati che sicuramente scopriremo come flashback nei futuri numeri. 

Senza tema di scivolare nello spoiler possiamo anticipare che già molti dei canonici punti cari agli appassionati del mistero vengono toccati: Leonardo da Vinci il più enigmatico degli artisti rinascimentali, ricchi collezionisti d'arte folli, vampiri e licantropi in lotta tra loro, insomma un Codice da Vinci mescolato sapientemente con Underworld che strizza l'occhio alle giovani generazioni senza dimenticare il politically correct a scapito della genuinità della versione originale. Ben scritto, ben sceneggiato, ben disegnato ma carente in spontaneità seppur promosso.
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