Recensione: Tex 670

Il riscatto del colonnello Mackenzie
di Moreno Salsi

TEX 670
Autori: Mauro Boselli (testi), Stefano Biglia (disegni), Claudio Villa (copertina)
Formato: 110 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 3,20 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Si conclude la storia in tre parti sul colonnello Ranald “mano cattiva” Mackenzie e la sua caccia ai Kiowa di Maman-Ti e Lone Wolf nelle calde terre messicane. Il team all’opera, formato sempre da Boselli e Biglia, ha dato prova di grande bravura e professionalità nel realizzare anche quest’ultimo episodio dove colpi di scena, sparatorie e cavalcate non mancano di sicuro e sono ciò che i fan richiedono.

Tutto si conclude al meglio in queste centodieci pagine dove Tex raddrizza le situazioni spinose lasciate in sospeso nei numeri precedenti e sgomina una banda di briganti messicani (in alcune vignette ricordano la banda di Mezcal nel film Lo chiamavano Trinità) che calava sugli abitanti di un povero villaggio al confine. Questo certo non senza difficoltà, ma con l’aiuto della sua squadra al completo e potendo contare anche sull’amico pellerossa Tiger Jack e sul figlio Kit. Proprio quet'ultimo all’inizio dell’albo è protagonista di un raro episodio comico prendendosi beffe dello “zio“ Kit Carson in un divertente dialogo con un oste.

Ranald Mackenzie, il temuto e ossessivo colonnello “mano cattiva” si ritaglia un posto d’onore nella memoria dei lettori; essendo ritratto in più situazioni severo e maniacale ed in alcune occasioni in forte contrasto con Tex e i suoi compagni avrà l’occasione di riscattarsi durante uno scontro decisivo, dando la possibilità a Tex di compiere il suo dovere e salvando l’onore delle sue truppe di “scorridori” fino ad un epilogo inaspettato e stravolgente della propria vita che scolpirà il suo personaggio nella storia della saga texiana.
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