Recensione: Dampyr 194

Chernobyl, trent'anni dopo
di Alessandro Neri

DAMPYR 194
Autori: Luigi Mignacco (testi), Andrea Del Campo (disegni), Enea Riboldi (copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 21x16, 3,20 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Dopo aver indagato su "I misteri di Cagliari" appena un mese fa, Harlan e i suoi soci sono chiamati  a risolvere i problemi di Pripyat. O almeno una piccola parte di essi.
Pripyat è una delle città fantasma in cui vivevano i lavoratori della centrale nucleare di Chernobyl e le loro famiglie. L'avrete vista in televisione, è quella con un famoso luna park che non è mai stato inaugurato, un parco giochi davvero impressionante all'interno di una città che può solo mettere i brividi se pensiamo a quanto successe precisamente trenta anni fa, una catastrofe di dimensioni colossali.
Oggi Pripyat, così come altri luoghi della tragedia, è meta di pellegrinaggi di dubbio gusto. Una guida turistica farà le spese di forze oscure che si sono stabilite nella zona...

Lontano da "Il cimitero delle giostre", albetto uscito in occasione di Riminicomix 2011, Luigi Mignacco, che - alle prese sopratutto con Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor e Saguaro - mancava da più di cinque anni dalla serie regolare di Dampyr, ricorda il disastro nucleare di Chernobyl in occasione del triste anniversario e riporta i nostri eroi in Ucraina (vi erano già stati nei numeri 95 e 115), in un'avventura piena d'azione che scorre velocissima con pochi e brevi momenti di pausa. E, pur ricollegandosi ad episodi passati della serie (come il recente n.188), lo scrittore ligure crea una storia che può tranquillamente essere letta senza conoscere granché del fumetto creato da Boselli e Colombo.

Bravissimo Andrea Del Campo che, alla sua quarta prova sulle pagine di Dampyr, deve cimentarsi con le dritte linee e i grandi spazi delle architetture sovietiche e le rotondità oniriche e i tentacoli di mostri usciti dalla fantasia di Lovecraft.

In copertina troviamo rappresentato un luogo di svago fino alla metà degli anni '80, la piscina Lazurny, che Enea Riboldi riempie di creature mostruose e vortici di sangue e ricordi.
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