Recensione: Detective Conan 84

In gita all'acquario
di Elio Marracci

DETECTIVE CONAN 84
Autore: Gosho Aoyama (testi e disegni)
Formato: 192 pagine, b/n, brossurato, 11,5x 17,5, 4,30 €
Editore: Star Comics

Tra i manga polizieschi di maggior successo e diffusione rientra senza dubbio Detective Conan.

Personaggio principale di quest'opera, capolavoro di Gosho Aoyama, iniziata in Giappone nel 1994, tuttora in corso di serializzazione e uscita in Italia, a partire dal 2005 per la casa editrice umbra Star Comics, è un giovane chiamato Conan Edogawa. Dietro questo nome si nasconde Shinichi Kudo, studente delle scuole superiori che, con le sue mille intuizioni, ha spesso aiutato la polizia a trarsi fuori dagli impicci. Tornato all'età di un bambino delle elementari per azione involontaria di Gin e Vodka, due temibili uomini in nero, viene raccolto dalla sua compagna di scuola Ran che è anche la figlia di Kogoro, un investigatore privato a cui Conan viene affidato. Il giovane ragazzo aiuterà, anche grazie alle fantasiose invenzioni del professor Hiroshi Agasa, questo strampalato tutore dell'ordine a risolvere i molti eventi misteriosi, spesso omicidi, che si verificano in ogni numero, facendolo diventare un’autorità in materia di indagini poliziesche. Oltre a ciò, continuerà ad indagare alla ricerca di prove che lo avvicinino all'organizzazione a cui appartengono gli individui responsabili del suo restringimento. Nel corso del tempo, la storia acquista forza e velocità, si assiste alla comparsa di molti personaggi collegati alla trama principale e perfino all'entrata in scena di CIA e FBI.

E proprio con questo ente avrà a che fare Conan negli eventi narrati nell'ottantaquattresimo volume della serie, uscito nel mese di dicembre nelle edicole e nelle fumetterie italiane, dove, all’interno dell’acquario di Beika, si muove come uno squalo a caccia della sua preda e dove, il suo grande acume, gli consentirà di risalire la scia di sangue versato e di scoprire il colpevole degli omicidi perpetrati.

Come in ogni tankōbon del serial, anche in questo le avventure sono divise in file che raccontano i casi che il nostro detective deve risolvere.

Le vignette, anche se in bianco e nero, sono piene di sfumature e i disegni stilizzati sono accurati e ricchi di particolari.

Nel racconto inoltre è presente una vena satirica che aiuta a sdrammatizzare l’atmosfera post-omicidio, delitti peraltro molto violenti, e a far fare qualche risata al lettore.

Detective Conan infine, è un manga che, oltre a basarsi su deduzioni e ragionamenti, comprende anche una discreta quantità di azione e combattimento, caratteristiche che lo rendono incalzante e ricco di colpi di scena.

Possiamo quindi affermare, senza paura di smentite, che la lettura di questo fumetto, grazie alle sue storie intelligenti e divertenti, sia un must oltre che per gli appassionati, anche per chi non è un cultore del genere poliziesco.
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