Recensione: Il Corvo - Libro secondo

Il ritorno del Corvo, quello vero
di Giuseppe Nieddu

IL CORVO - LIBRO SECONDO
Autori: James O'Barr (testi), Antoine Dodé e Jim Terry (disegni)
Formato: 160 pagine, b/n, brossurato, 17x24, 15,90 €
Editore: Edizioni BD

Il "libro primo" de Il Corvo fu pubblicato per la prima volta sul finire degli anni '80 e divenne immediatamente un fumetto cult.
La triste storia che coinvolge il protagonista del fumetto, Eric Draven, divenne ancora più popolare quando, nel 1994, uscì l'omonimo film (anch'esso un cult), tristemente noto poiché segnato dalla tragedia che coinvolse il protagonista, Brandon Lee, che rimase ucciso durante le riprese.
In questi anni, le vicende che ruotavano intorno alla figura di questo messaggero della vendetta, sono state scritte e rinarrate da molti autori, fra cui Todd McFarlane, a volte anche con nuovi protagonisti.

In questo volume troviamo due storie scritte dall'autore originale, James O'Barr. Sono diverse fra di loro, sia per contenuti che per stile. Sopratutto rispetto al primo capitolo. Questo era un'opera dark per eccellenza, tipica di quegli anni. Ogni singola pagina, le atmosfere surreali e malinconiche,  realizzate in bianco e nero, richiamavano l'angoscia ed il desiderio di vendetta di Eric Draven; ed era chiara l'ispirazione che in James O'Barr scaturì in seguito all'incidente mortale in cui perse la sua compagna di allora.

La prima storia di questo nuovo libro, di chiaro genere poliziesco, richiama le atmosfere crude e violente di serie televisive come Hill street giorno e notte (serie anni '80) e NYPD Blue (anni '90). Oltretutto, uno dei protagonisti ricorda graficamente proprio il personaggio di Andrew "Andy" Sipowicz, che veniva interpretato dall'attore Dennis Franz in NYPD Blue. E come lui, è un uomo distrutto: ha perso tutto per riuscire a trovare la soluzione al caso in cui è coinvolta l'anima della bambina che il Corvo ha riportato indietro. Questo caso ha agito come un veleno, come il "Curaro". 
L'atmosfera è cruda, la sceneggiatura è realizzata per portare il lettore all'angoscia provata sia dal detective che dalla bambina. Si passa da inquadrature claustrofobiche a splash page che sono la summa di tutto quello che è stato il violento percorso fino a quel punto. Il tutto è condito da un segno grafico, ad opera del francese Antoine Dodé, che mostra la vicenda come sotto vari tipi di filtri. Il giallo, il blu ed il rosso, principalmente. Rendendo l'atmosfera della storia ancora più assillante.

La seconda è ambientata all'interno di una delle più grandi tragedie della storia contemporanea, la Seconda Guerra Mondiale, ed in uno dei suoi contesti più vergognosi, un campo di concentramento.
Qui lo stile dell'autore rimane lo stesso, ma più che l'angoscia ed il mistero è la violenza che fa da padrona. 
Il Corvo riporta un'anima desiderosa di vendetta contro il suo aguzzino. Ed i suoi complici, tutti i suoi complici.
Anche qui l'orrore è messo in risalto per motivare la rabbia dell'anima che è stata riportata indietro, con un ritmo molto più incalzante e dinamico. Se la prima storia era più noir e la violenza non era mai mostrata chiaramente, qui siamo a metà strada fra l'azione e l'horror, il male è esplicito, crudo, sanguinolento.
I disegni, ad opera di Jim Terry, sono realistici e risultano perfetti per l'ambientazione. Sono particolari la sua abilità nel rendere le inquadrature particolarmente violente, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e la sua attenzione sulle espressioni dei personaggi. Proprio nei momenti muti si possono avvertire ancor più chiaramente la rabbia, il terrore, la paura e la crudeltà.
Sono presenti tutti gli elementi di base del primo capitolo. Un'anima desiderosa di vendetta che assume l'aspetto di uno strano Clown, un pierrot, quasi ad essere la caricatura di sé stessa. Ma sopratutto il Corvo. Il vero protagonista di quest'opera.

Rimangano sempre oscure le motivazioni che portano questo essere, che gli umani vedono come un Corvo, a riportare alcune anime indietro. Oltre al desiderio di vendetta ci deve essere anche qualcos'altro che spinge a scegliere un'anima piuttosto che un'altra. Forse queste persone vengono scelte perché al momento opportuno sanno essere violente e crudeli quanto i loro aguzzini. Perché hanno il coraggio di andare sino in fondo.
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