Recensione: La luce del tuo volto

Da leggere. E basta.
di Matteo Spadini

LA LUCE DEL TUO VOLTO
Autori: Alan Moore (testi), Felipe Massafera (disegni)
Formato: 48 pagine, b/n, brossurato, 17x26, 8 €
Editore: Edizioni BD

Non abbiamo mai letto nulla di simile. Ecco tutto. E se qualcuno ci avesse detto che un giorno l'avremmo letto, ci saremmo fatti una risata. Una di quelle importanti. Non è facile riassumere 48 pagine di percezione visiva, ma ci proveremo.

Alan Moore comincia con le presentazioni di rito e il lettore si trova subito spiazzato. C'è qualcosa di anomalo, è chiaro. Chi è il narratore? Quanti protagonisti ci sono? Uno. Ma no, sono due. O forse sono di più. E mentre cerchiamo di capire con cosa ci stiamo confrontando, immagini cadenzate ci si stampano in fronte. Brillanti. Nere. Ci confondono, lanciandoci talvolta qualche messaggio inequivocabile. È un viaggio storico, si. Stiamo ripercorrendo la creazione, la vita, i sentimenti, gli oneri, le colpe di un oggetto. Ma ci siamo anche noi in tutto questo. Siamo strettamente legati alla sua luce e a suoi infiniti volti. È logico che sia così. 

Ma è incredibilmente pauroso come ce lo narra Moore, ci vogliono fegato e stoffa per assemblare un tale mosaico. Ed ecco che intervengono i disegni di Felipe Massafera a dare vita a quel dirompente e tagliente romanzo didascalico. Perché in effetti ci vuole del fegato anche per definirlo fumetto. E noi, forse, non ne abbiamo.

Alan Moore ci fa conoscere un Dio impensabile, ma poi chiaramente riconoscibile. E chi non possiede tale Dio? Chi ancora nella versione antica, chi in quella moderna. Chi lo ha più luminoso, con più profondità, e chi invece si accontenta di averlo. Semplicemente. Ma tutti, me compreso, lo possediamo. E la meravigliosa prova del Bardo consiste nel ribaltare tale certezza. E nel farlo con stile, come solo lui è capace.

Beh, forse non ci siamo spiegati del tutto. E forse sarebbe meglio non riuscirci. Fate una cosa: se avete finito di leggere queste righe in un orario consono ad uscire di casa e a recarvi in una fumetteria, fatelo.
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