Recensione: Adam Wild 1

L'Avventura targata Manfredi e Bonelli
di Elio Marracci

ADAM WILD 1
Autori: Gianfranco Manfredi (testi), Alessandro Nespolino (disegni), Darko Perovic (copertina)
Formato: 98 pagine, colore, brossurato, 16x21, 3,20 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Ultima fatica dello scrittore e sceneggiatore meneghino Gianfranco Manfredi, Adam Wild è un esploratore, di nazionalità scozzese, membro della Royal Geographical Society di Londra e protagonista dell'omonima serie a fumetti, d'impianto avventuroso, pubblicata da Sergio Bonelli Editore.
Gli episodi di questo serial, ambientati nell'Africa subequatoriale di fine XIX secolo, vedono l'eroe, la cui fisionomia è modellata su attori come Douglas Fairbanks, Errol Flynn e Clark Gable, compiere spedizioni sullo sfondo di un periodo storico ben preciso.
Queste imprese, ispirate da quelle di David Livingstone, sono volte, però, non solo alla scoperta di nuovi luoghi e razze ma anche alla liberazione di schiavi. In un periodo in cui lo schiavismo è stato abolito pressoché ovunque infatti, la tratta continua clandestinamente verso il Medioriente, gestita prevalentemente dagli arabi, e, in nuove forme, anche verso l'occidente.

Nella migliore tradizione dei characters bonelliani classici, Tex, Zagor, Mister No, anche Adam Wild è un ribelle, un uomo d'azione dai forti principi morali e un idealista pronto a rischiare la vita per le cose in cui crede, caratteristiche messe ben in evidenza nell'albo di esordio della collana, intitolato “Gli schiavi di Zanzibar”, uscito nelle edicole italiane nell'ottobre del 2014.

Disegnato dal napoletano Alessandro Nespolino con un tratto chiaro e particolareggiato d'impronta francese, in questo primo numero il lettore, oltre al personaggio principale, farà la conoscenza del ricco cast di comprimari che l'accompagnano come, per citare i più importanti: la principessa guerriera bantu Amina, il conte Narciso Molfetta, nobile italiano cresciuto in Vaticano la cui personalità di uomo ottuso che si scontra con usi e costumi che non conosce viene usata come pretesto per introdurre cenni storici, e l'ex schiavo Makibu. Queste figure dal grande spessore psicologico, incontrandosi ed interagendo tra loro, si conosceranno e cementeranno i rapporti.
Anche le ambientazioni poi sono trattate con estremo rigore sia dal punto di vista visivo che filologico.
Gli autori infatti si sono serviti di numerosi libri di esplorazioni africane dell'Ottocento, di fotografie storiche e contemporanee e di documentari.

Oltre che per le tavole, molto belle e dotate di un equilibrio tra bianchi e neri non comune, questo episodio si fa apprezzare anche per la copertina di Darko Perovic, che colpisce per la sua semplicità e allo stesso tempo per una grande ricchezza di dettagli.

Un applauso infine va fatto a Gianfranco Manfredi che, nonostante abbia trattato la scrittura del volumetto con grande rigore storiografico non rinunciando comunque a derive horror e fantastiche, è riuscito a non scadere nel didascalico e, tramite avvincenti descrizioni e colpi di scena al fulmicotone, a non far scemare l'attenzione.

Alla luce di quanto scritto possiamo quindi dire, senza temere di essere smentiti, che la lettura di questa serie a fumetti sia estremamente consigliata sia agli appassionati di storia africana che a chi, pur non rinunciando all'intrattenimento, privilegia i contenuti a scapito della forma.
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