Recensione: Speciale Dampyr 9

Bacilieri per un Dampyr fantastico
di Giuliano Scialpi

SPECIALE DAMPYR 9
Autori: Mauro Boselli (testi), Paolo Bacilieri (disegni), Enea Riboldi (copertina)
Formato: 176 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 5,30 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

A quale miglior disegnatore poteva affidarsi Boselli per creare la giusta atmosfera della Scuola Nera, situata tra le pieghe di un'altra dimensione, se non al re dell'onirico Bacilieri? Ritorna quindi l'ambientazione islandese dei numeri 33 e 34 della serie regolare nei quali avevamo già conosciuto la bella sacerdotessa/strega Gudrun ed il vescovo di Reykjavik che questa volta verrà utilizzato come esca per attirare i nostri eroi nell'università del male nel tentativo di convertirli alla causa avversa. I salti temporali in un passato a metà tra storia e leggenda, gli approfondimenti sulle tradizioni magico/popolari con incursioni nel folklore con tanto di giganti, troll, eroi mitologici e stregoni, nonché l'architettura fantastica della scuola con i suoi corridoi immensi, le biblioteche sterminate, le scale sospese nel nulla, sono l'occasione ideale per il disegnatore di sfrenare il proprio estro dedito a tutto ciò che ha a che fare col sogno, coi suoi misteri ed illusioni. Un messaggio ambiguo quello che ci consegna l'autore in questo speciale, che fa da seguito ideale alla filosofia di fondo di tutta la serie, perché se è vero che esiste il bene ed il male, esseri malvagi come Nergal o Thorke e buoni come gli Amesha, la realtà è che spesso c'è una commistione di questi due aspetti tipici non solo dell'umanità ma del Creato intero. Ecco quindi l'economia di personaggi apparentemente demoniaci ma in realtà leali e coraggiosi, ultimo nell'ordine di questa serie che annovera in primis il padre del dampyr, il maresciallo Vapula mentore di Harlan. Una menzione speciale per la copertina di Enea Riboldi che esplicita il titolo dell'albo esprimendo al contempo l'ansia di Harlan e Gudrun di fronte alla contemplazione dell'abisso nel quale stanno per scendere, metafora degli abissi dell'animo umano, nei quali si celano tutti i demoni del mondo.
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