Recensione: Magico Vento Deluxe 2

Unico difetto il colore
di Giuliano Scialpi

MAGICO VENTO DELUXE 2
Autori: Gianfranco Manfredi (testi), Giuseppe Barbati e Bruno Ramella (disegni), Andrea Venturi (copertina)
Formato: 98 pagine, colore, brossurato, 21x16, 2,90 €
Editore: Panini Comics

Che emozione ritrovare in edicola una delle saghe horror western più belle degli ultimi anni, una seconda possibilità imperdibile per gli appassionati che si fossero lasciati sfuggire l'edizione Bonelli, in una versione a colori che tenterà di non corrompere l'atmosfera lugubre e misteriosa dell'originale in bianco e nero; parliamo di Magico Vento Deluxe edito da Panini Comics. Dopo un primo numero nel quale l'inesauribile Manfredi ci presentava, avvalendosi della collaborazione del perfetto Ortiz coi suoi tratti particolareggiati, le origini di questo eroe spaccato a metà tra il suo passato di soldato ed il suo nuovo ruolo di sciamano Sioux, introducendo al contempo l'immancabile spalla nelle vesti del giornalista Willie Richards detto Poe, si entra ancora di più nel vivo della vicenda col numero due, teatro di un'affascinante resa dei conti, di una vendetta rimandata e di una redenzione ottenuta a caro prezzo. Una prima vera immersione nel folklore e nella cultura dei nativi americani, di cui l'autore è un vero appassionato, con precisi rimandi a riti magici e mitologiche creature mistruose a fare da contorno al leitmotiv del racconto che è l'amore frainteso e tradito. Riuscirà il nuovo Ned Ellis a salvare la tribù dall'enigmatica minaccia che sovrasta le sue giovani generazioni? Quale ne sarà lo scotto? Manfredi sfiora temi profondi con acuta sensibilità senza tralasciare il ritmo dell'azione che deve coinvolgere il lettore senza annoiarlo; lascia poco spazio all'innovazione nella disposizione delle vignette rimanendo nel solco del più classico stile "alla Tex" eppure riesce a dare un taglio moderno al racconto grazie alla giusta mistura di paranormale e rispetto dei particolari storici, di revisionismo e realismo. Unica nota stridente i colori troppo accesi perché, seppur adatti ad un'azione che si svolge prevalentemente all'aperto, non rispecchiano il carattere cupo del protagonista e della vicenda stessa.
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