Recensione: FreakAngels 1

Quasi perfetto
di Matteo Spadini

FREAKANGELS 1
Autori: Warren Ellis (disegni), Paul Duffield (disegni e colori)
Formato: 144 pagine, colore, brossurato, 17x26, 13 €
Editore: Edizioni BD

FreakAngels. Una parola che già di per se evoca atmosfere rozze e grezze. Ma chi sono i FreakAngels? Angeli anomali? Sono piuttosto l'infelice aborto di una nuova società. Sono il Big Bang di Warren Ellis, la sua alba del giorno dopo, la sua apocalisse di Giovanni.

Siamo in una Londra post-apocalittica, una Londra che è stata completamente invasa dall'acqua, in cui la salvezza è rappresentata da un branco di telepati, chiamati FreakAngels, che più che ad angeli assomigliano a un corposo gruppo punk con influenze gothic. Whitechapel è il quartiere in cui vivono e da cui tengono alla larga i visitatori indesiderati. Il primo di questi si chiama Alice, che si aggira per le strade imbracciando un fucile. Il gruppo risolverà la faccenda entrando nella sua mente, non prima di averle lanciato in testa una tanica piena d'acqua. È questo lo spirito che pervade l'intero albo. E restando in tema di spiriti, come non citare il personaggio di Arkady, forse uno dei più riusciti. Testa pelata e atteggiamento spensierato, si aggira per il quartiere come un fantasma in cerca del futuro, o forse di una dimensione che ci si avvicini. Sirkka invece la sua dimensione sembra averla già trovata. Sfruttando forse le sue capacità mentali, si è creata un suo harem personale, per soddisfare le sue voglie e tenere la noia lontana da Whitechapel.

Già, la noia. Un termine che il buon lettore dimenticherà appena avrà tra le mani FreakAngels. Perché, diciamocelo, questo primo volume è un ruvido ma piacevole fardello che il caro Warren ci "regala". Ruvido perché fortemente d'impatto, e piacevole nei dialoghi. 144 pagine da leggere in scioltezza, senza mai incontrare quei grassi balloon pieni di inutili parole. I primi piani sono lì al posto giusto, così come i campi più lunghi. E se i FreakAngels fossero davvero un gruppo punk, avrebbero un palcoscenico sporco, duro e immediato, come sembra essere questa splendida opera. E se ciò non bastasse a far squillare le trombe, vi diciamo che la rappresentazione è affidata a Paul Duffield, autore dei disegni e dei colori. Perfetto nel dare vita a una Londra sommersa. 

Che la perfezione non appartenga a questo mondo è cosa risaputa, e le prove contrarie sono casi rari. Ma il connubio Ellis-Duffield ci va pesantemente vicino. E FreakAngels ne è il risultato. Ambizioso, ma fottutamente eccellente. 
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