Recensione: Dylan Dog 289

Se c'è un enigma, c'è Bill Porter
di Davide Paolino

DYLAN DOG 289
Autori: Giuseppe De Nardo (testi), Daniele Bigliardo (disegni), Angelo Stano (copertina)
Formato: 100 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 2,70 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Le storie divise in due puntate, nel mondo di Dylan Dog, non sono certo una novità. Ma è difficile ritrovarle a distanza breve, una dall’altra. Quindi, dopo ben quattro anni, Giuseppe De Nardo si avventura in una trama horror ma costellata da enigmi, che danno un tocco in più di mistero alla storia e mettono alla prova non solo Dylan ma anche il lettore.

La vicenda sembra abbastanza semplice: una bella ragazza, purtroppo per Dylan già sposata, bussa alla porta dell’Indagatore dell’incubo perché suo figlio e suo marito non sono chi sembrano di essere. Aggiungeteci il fatto che un demone millenario sta tornando sulla Terra, e il gioco è fatto. La storia regge per tutte le 96 tavole, i personaggi di supporto sono quell’elemento in più che concorre alla buona riuscita dell’albo, sempre attendendo la naturale conclusione del numero successivo. Ma ci fa sicuramente piacere ricordare il ritorno battagliero della cara Trelkovski, oppure l’importanza ormai acquisita di Winston Mccloud, nelle atmosfere dylandoghiane ed, infine, la seconda apparizione del risolutore di enigmi Bill Porter, che molti si ricorderanno per il monumentale “I quattro elementi”. Insomma, in conclusione: un Dylan così, lo si vorrebbe per sempre. Attendiamo la naturale fine della saga e tireremo le somme complete.

Intanto, Daniele Bigliardo, si riconferma uno dei disegnatori più in forma all’attivo sulla testata. Un disegno realistico, chiaro, deciso, pulito, ma soprattutto invogliante alla lettura. Così come la copertina di Stano, decisamente caratteristica.
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