Recensione: Dragonero 1

Parte il fantasy made in Bonelli
di Simone Tribuzio

DRAGONERO 1
Autori: Luca Enoch e Stefano Vietti (testi), Giuseppe Matteoni (disegni e copertina)
Formato: 98 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 3,30 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Dopo l’efficace campagna pubblicitaria, che forse per la prima volta ha visto uscire la Bonelli fuori dai canoni rigidi della casa editrice, ecco che inizia la serie di Dragonero, a distanza di sei anni dal fortunato e esaurito "Romanzo a Fumetti" dal titolo omonimo. Autori la coppia Luca Enoch e Stefano Vietti che presentano la prima epopea fantasy targata Sergio Bonelli Editore.

Ian Aranhill è un guerriero impavido e capeggia il gruppo formato dall’orco Grom, dalla tecnocrate Myrva e dall’elfa Sera. L'obiettivo di "Dragonero" e della sua compagnia è quello di fermare un traffico di armi che, per l'ambientazione in cui si spostano, altri non è che fango pirico. Inutile dire che molti pericoli li attenderanno lungo il cammino, che sarà anche intervallato da ricordi del passato dei protagonisti.

Luca Enoch e Stefano Vietti hanno in ogni caso centrato il primo obiettivo: la piena soddisfazione delle aspettative del pubblico. Le tavole egregiamente disegnate da un formidabile Giuseppe Matteoni propongono tagli e inquadrature mozzafiato, specie negli spazi aperti. E va ad aggiungersi una solida sceneggiatura con tanto di dialoghi per niente banali e mai colmi di cliché; per non parlare dei personaggi più che interessanti, forniti di un altrettanto interessante background.

Nei prossimi numeri sarà possibile vedere se la storia è appetibile non solo per gli appassionati del genere, come si rischia col fantasy, ma anche per una fetta molto più ampia di pubblico.
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