Recensione: Death Note 8

Nuova era per il giustiziere megalomane
di Michele Miglionico

DEATH NOTE 8
Autori: Tsugumi Ohba (testi), Takeshi Obata (disegni) 
Formato: 208 pagine, b/n, brossurato, 11x17, 3,90 €
Editore: Planet Manga

Il fascino dell'autore completo non ha età, soprattutto quando è un costume radicato come lo è in Giappone. Qualche volta, però, se uno scrittore in gamba fa squadra con un disegnatore in gamba, i risultati non si fanno attendere e possono anche superare la concorrenza. E' il caso della misteriosa Tsugumi Ohba e di Takeshi Obata, gli autori del fenomeno multi-mediale di Death Note, che si basa su un inquietante interrogativo: cosa fareste se poteste decidere della vita di una persona scrivendone solo il nome sul quaderno di un dio della morte?

Sono passati già anni da quando il protagonista ha risposto a questa domanda e ora i suoi creatori lo stanno traghettando in una nuova fase, con nuovi nemici e nuovi ostacoli. Per guadagnarne in verosimiglianza, la sceneggiatrice non ha mai decompresso la narrazione, ha trascinato il protagonista nel flusso degli eventi... consumando presto le premesse iniziali per il conflitto da Light ed Elle, che dal primo volume catturava buona parte della curiosità del lettore. La seconda stagione, però, si prospetta interessante, segno che le idee non mancano.

Obata continua a offrirci tavole precise e piacevoli, del genere che fa rilassare gli occhi durante la lettura. Davvero nulla da obiettare al suo lavoro, così come a quello della co-autrice, fine cesellatrice di intrecci.

Il problema di fondo rimane invariato: quanto è sano appassionarsi a una vicenda così amorale, affezionarsi a un personaggio oscuro come Light? La libertà artistica non può e non dev'essere arginata, però il successo del format è suggestivo di un pericolo per le giovani menti che in tutto il mondo stanno seguendo la serie su carta o su schermo.
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