Recensione: Batman: Segreti

Batman/Joker dal genio di Sam Kieth
di Alessandro Neri

BATMAN: SEGRETI
Autore: Sam Kieth (testi e disegni)
Formato: 128 pagine, colore, brossurato, 17x26, 15,95 €
Editore: Lion Comics

Il Joker sembra guarito ed è stato liberato per l’ennesima volta dal manicomio di Arkham. Per guadagnare i favori del “suo” pubblico fa sì che sia Batman ad apparire come il cattivo. Assistiamo, quindi, ad un meraviglioso faccia a faccia tra il Pipistrello e il Pagliaccio, con, sullo sfondo, quella che in teoria sarebbe la storia principale: un ricatto a danni di un reputato giornalista e una donna follemente (è proprio il caso di dirlo) innamorata del Joker.

La relazione tra Batman e il Joker è stata già talmente esplorata che può anche diventare un soggetto noioso, dunque un rischio per l’autore (e per il lettore). È quindi naturale sfogliare queste pagine con diffidenza, ma dovremo presto ricrederci e ammettere che è un grande Sam Kieth che tira le fila della storia; il tutto scorre bene e si articola in modo coerente intorno al tema principale. Stupendi gli scambi tra Bats e il Joker nelle pagine di “interludio”, che caratterizzano ottimamente i due protagonisti e che rappresentano un chiaro riferimento al dialogo che i due nemici (ma a volte ci sarebbe da giurare che ci sia un assurdo filo di amicizia...) ebbero sulle pagine di Batman: The Killing Joke di Alan Moore molti anni prima (Segreti è del 2006, The Killing Joke è del 1988).

E se del bardo di Northampton possiamo banalmente dire che è un genio assoluto, non si può negare che Kieth  sia uno degli artisti più fuori dagli schemi di tutto il comicdom, il suo disegno dinamico e torturato resta unico nel suo genere, perfetto per storie più mature e di forte introspezione, ma probabilmente farà storcere il naso ad alcuni proprio per il suo stile per niente classico per i fumetti supereroici.

Insomma, Segreti è una storia eccellente, che RW propone in Italia per la terza volta (è stata già pubblicata da Planeta nel 2008 in "Le leggende di Batman" 11 e nel 2010 in "La Leggenda" 76) e alla quale i più pignoli potranno trovare solo la pecca che va a toccare dei temi che forse sono stati fin troppo trattati. Ma ne siete sicuri? Forse questa volta è il caso di leggere questo gioiellino e arricchire la propria biblioteca.
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