Recensione: John Doe vol. 1

Un grande cult
di Elio Marracci

JOHN DOE vol. 1
Autori: Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni (testi), Emiliano Mammucari, Walter Venturi, Giuseppe Manunta, Marco Cedric Farinelli, Luca Bertelè (disegni), Massimo Carnevale (copertina)
Formato: 416 pagine, b/n, brossurato, 17x23, 20 €
Editore: Bao Publishing

Uscita inizialmente per Eura Editoriale tra il 2003 e il 2012 in tutte le edicole e fumetterie italiane, John Doe è una serie a fumetti originalissima e innovativa creata dal compianto Lorenzo Bartoli e, da un allora giovanissimo, Roberto Recchioni.
Divisa, come i serial televisivi americani da cui pesca a piene mani, in stagioni, la prima delle quali sarà ripubblicata, con un nuovo lettering e dialoghi rivisti, da BAO Publishing in un'edizione di lusso, narra le vicende di John Doe, uomo, dalle sembianze di Tom Cruise, ricco di fascino, dall'immenso carisma, disincantato e astuto.
Direttore della Trapassati Inc., ditta che gestisce i decessi secondo il destino assegnato a ciascuno dalle Alte Sfere, lavora alle dirette dipendenze di Morte e dei cavalieri dell'apocalisse accertandosi che tutti muoiano nel modo e nell’ora prestabiliti.
Grazie alla dedizione al suo impiego, riesce a raggiungere le posizioni più alte dell'organizzazione traendone molti benefici, fino a quando si accorge che qualcosa non quadra. Nota infatti un falso in bilancio societario ravvisando un ammanco di morti annunciate e accorgendosi che i suoi datori di lavoro, con l'aiuto dei peggiori criminali della terra, si stanno dando da fare per creare un piccolo armageddon. A causa di ciò ruba la falce dell'olocausto, costrutto senza il quale è impossibile avviare la fine del mondo, e si dà alla macchia, percorrendo gli Stati Uniti in lungo e in largo con Morte e i suoi emissari alle costole.
Questa in poche parole la trama della prima tranche di storie che la casa editrice milanese, a distanza di tredici anni dalla comparsa originaria dell'opera, ha raccolto in sei corposi volumi arricchiti di extra, materiali preparatori, commenti degli autori e copertine inedite.

All'inizio del primo tomo, nel quale sono riproposti i primi quattro albi della collana che si caratterizzano per uno stile di scrittura molto asciutto, il lettore fa la conoscenza del protagonista, uomo d'azione capace però di vivere momenti intimi e poetici, dei suoi avversari e dei suoi alleati e viene catapultato immediatamente in un vortice di avvenimenti estremamente concitati.
Dal punto di vista della narrazione, che combina una caratterizzazione più ruvida e cinica data ai personaggi da Recchioni a un lato più romantico dettato da Bartoli, in questo libro troviamo numerose citazioni di pilastri della tradizione e della conoscenza occidentale a cui si mischiano riferimenti a famosi capolavori della cultura pop.
Passi della Bibbia si trovano così a coesistere con favole dei fratelli Grimm, Happy Days e Full Metal Jacket con Moby Dick. Ciò dà grande attrattiva agli eventi narrati e tridimensionalità agli attori delle vicende.

Per quanto riguarda il disegno, troviamo qui impegnata una squadra di professionisti, allora quasi tutti esordienti, che, con i loro stili, diversi gli uni dagli altri, hanno arricchito ed esaltato il racconto e ne hanno rimarcato la componente sperimentale.
Alle copertine dal grande impatto di Massimo Carnevale, che ha realizzato tutti gli studi dei protagonisti, si affiancano il tratto spigoloso di Emiliano Mammucari, il segno morbido e caricaturale di Walter Venturi, quello delicato di Giuseppe Manunta con la sua scelta di proporre tavole senza china per evidenziare i flashback, e quello estremamente duttile del duo Marco Cedric Farinelli e Luca Bertelè.

Alla luce di quanto scritto, possiamo affermare senza paura di smentite, che la lettura di questo balenottero di più di quattrocento pagine sia consigliatissima non solo agli appassionati di buon fumetto, ma anche agli amanti di avventura, azione, amore, fantascienza, misticismo ed entropia.

Alla prima stagione di John Doe ComicsViews ha dedicato anche un Focus.
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