Recensione: David Bowie - L'uomo delle stelle

Eterocromia in bianco e nero
di Alessandro D'Anza

DAVID BOWIE - L'UOMO DELLE STELLE
Autori: Lorenzo Bianchi (testi), Veronica “Veci” Carratello (disegni)
Formato: 160 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 12 €
Editore: Nicola Pesce Editore

Con atmosfere che richiamano l'acclamato Sandman di Neil Gaiman e il suo magnifico carrozzone di magie, impressioni post-romantiche e sogni ad occhi aperti che si trasformano in realtà, Lorenzo Bianchi e Veronica "Veci" Carratello presentano con orgoglio David Bowie - L'uomo delle stelle, fumetto incentrato sulla figura del "Maestro del Rock" David Bowie.

Prima di concentrarsi sul fumetto è necessario esplicitare alcune premesse.
Và da sé che è difficile presentare un'opera che vede come protagonista una celebrità di spicco senza incappare nei classici problemi collegati alla figura che si intende analizzare.
Da un lato c'è, ovviamente, l'immagine che l'artista ha veicolato al grande pubblico; nel caso di Bowie, la figura di un artista eccentrico e indipendente, eclettico sia nello stile di vita che nelle affermazioni e nelle convinzioni che lo hanno spinto, nel corso degli anni, a toccare particolari tematiche spaziando da testi di complotto internazionale alla Burroughs/Orwell, come in "Diamond Dogs" fino a collegamenti audaci fra alieni e rockstar in Ziggy Stardust.
David Bowie è un mostro sacro che è stato simultaneamente un'icona del rock, un'icona gay, un'icona del glam, del trasformismo e dell'assurdo. 
Da un lato c'è la visione che il fumettista ha del personaggio che, se in parte può avvicinarsi a quella del pubblico, dall'altro deve necessariamente far emergere nel lettore i "lati nascosti" del personaggio, quello che si porta dietro nei suoi lavori, il lato umano e meno esplorato.
A difficoltà si aggiungono difficoltà quando si sceglie come protagonista della vicenda un uomo poliedrico come Bowie (all'anagrafe, David Robert Jones), appassionato di occultismo, misticismo e filosofia, pioniere dell'elettronica, aficionàdo del jazz e personalità del glam-rock. 

Il merito del fumetto è proprio quello di concentrarsi sull'analisi del personaggio a partire dalla sua diversità di intenti, analizzando le sue sfaccettature in una cronistoria che fa apprezzare al lettore le varie evoluzioni del pensiero del grande artista.
David Bowie - L'uomo delle stelle non vuole essere una semplice biografia. 
La storia inizia nel bel mezzo degli anni '70, quando Bowie è già una celebrità, un acclamato autore in piena crisi creativa, ossessionato dalle sue idee nel pieno periodo "orwelliano" di cui, purtroppo, è stato vittima nel suo soggiorno a Berlino, in cui complotti per il controllo delle coscienze si moltiplicavano a vista all'angolo delle Strasse.
La particolarità del fumetto risiede nel descrivere l'evoluzione del pensiero di Bowie, la fuga dal mondo della paranoia e dall'horror vacui della pagina bianca non per mezzo di una nuova, brillante idea, piuttosto, per mezzo di un terribile sacrificio che l'artista opera su sé stesso. Bowie sacrifica la sua fama, l'uomo che credeva di essere, l'uomo che sperava di essere per partorire una nuova idea, una "via di fuga", un'uscita antincendio che gli consenta di rinascere a nuova vita.

A ben vedere, il fumetto di Bianchi-Carratello vuole tutelare l'espressione di un diritto fondamentale: il diritto che ha ogni artista di liberarsi dai gioghi imposti da precise scelte di mercato per reinventarsi da capo, sacrificare la fama ottenuta e le soddisfazioni guadagnate ponendosi sempre nuovi obiettivi e vivere per essi, vivere sulla base del cambiamento in un principio "I Ching" in cui vecchio e nuovo non si trovano su una linea temporale, ma convivono nello stesso istante.
David Bowie, in questa visione, incarna l'ideale dell'artista libero e indipendente, e il diritto di mantenersi tale, contro i pregiudizi della critica e le aspettative del pubblico.

David Bowie - L'uomo delle stelle è un fumetto ben bilanciato, con un testo scorrevole che si accompagna facilmente alle tavole e ci fa apprezzare una narrazione che si mantiene sempre leggera, a sottolineare come la prima esigenza dell'artista sia sempre il divertirsi per primo, il trovare le proprie soddisfazioni nell'atto quotidiano.
Un fumetto che merita, senz'altro, l'onore delle cronache e qualche lode dal pubblico non solo emotivamente legato alla figura del Duca Bianco, ma anche da quello che vede l'arte come uno specchio di sé stesso ed è pronto a tutelarla nella sua diversità e nel suo continuo processo di trasformazione della realtà e di ciò che essa rappresenta per noi.   
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