Recensione: Justice League America 12

Nel frattempo, su JLA...
di Flavio Grazioso

JUSTICE LEAGUE AMERICA 12
Autori: Matt Kindt, J.M. DeMatteis, Keith Giffen e Sterling Gates (testi), Eber Ferreira, Eddy Barrows, Wayne Faucher, Raymund Bermudez, Mark Irwin e Andres Guinaldo (disegni)
Formato: 72 pagine, colore, brossurato, 17x26, 4,95 €
Editore: Lion Comics

Sulle pagine di Justice League of America 11 il team-up Stargirl/Martian Manhunter si sta ancora prodigando per liberare gli eroi rinchiusi dal Sindacato del Crimine. Il duo ingrana a fatica, colpa anche della mancanza di esperienza dell’eroina, che però comincia a mostrare forza di volontà e carattere, arrivando addirittura in aiuto al suo più blasonato collega. Come tie-in di "Forever Evil" è più che sufficiente per mostrarci gli eventi del crossover, visto che la maggior parte degli eroi è rinchiusa nella "prigione" Firestorm, e il resto di loro è impegnato a combattere direttamente Ultraman e colleghi sulle pagine di Forever Evil.

Justice League 3000 (arrivata al n.5) evolve albo dopo albo, dimostrandosi più che una serie comprimaria, e gli eroi rinati nel futuro stanno pian piano ritrovando le loro identità.

Un bentornato a Vibe, il giovane membro della JLA, che porta aria fresca, giovinezza, idealismo e una determinazione che delle volte solo i giovani eroi possiedono. La serie chiuderà a gennaio, ma pensiamo che Cisco Ramon non ci deluderà, continuando le sue avventure con gli altri membri della Justice League America.
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