Recensione: Kick-Ass 3

"Se spendi i miei soldi in fumetti ti inchiodo i coglioni al pavimento" 
(Hit-Girl)
di Matteo Spadini

KICK-ASS 3
Autori: Mark Millar (testi), John Romita Jr. (disegni)
Formato: 48 pagine, colore, brossurato, 17x26, 3 €
Editore: Panini Comics

Dave Lizewski (Kick-Ass) prende il comando della Justice Forever, il supergruppo fondato dal compianto Colonnello Stars. Mindy McCready (Hit-Girl) è in carcere e Chris Genovese (prima Red Mist e poi Motherfucker) è steso su un letto d’ospedale, sorvegliato 24 ore su 24. Dave e il suo gruppo si organizzano per far evadere Hit-Girl. L’operazione varrà loro l’appellativo di "mezzeseghe del cazzo".

Gli eventi di questo primo numero della terza e ultima miniserie - ci viene da piangere - rappresentano l’inizio perfetto per il gran finale, di sicuro insano, teatrale e senza sconti.

Il (doppio) colpo di scena in conclusione è impietoso e assolutamente in linea con il resto dell’opera. La casualità degli eventi, cioè le "botte di culo", rendono molto più simili Dave e Chris di quanto possa sembrare ad un primo, superficiale sguardo. Insomma, in definitiva sono due imbecilli che hanno indossato un costume e si sono messi a giocare, senza avere gli strumenti adatti (o attributi) per farlo.

Kick-Ass di Mark Millar è una delle opere più attuali in circolazione e questo numero ne è la conferma. Affiancato da uno straordinario John Romita, Millar è capace di rendere credibile una storia che, altrimenti, sarebbe risultata ridicola e fuori dal mondo. Kick-Ass è, invece, una storia quanto più radicata nel nostro mondo, in cui lo smartphone col social è il caposaldo di una gioventù allo sbando, in cui regna l’approssimazione in tutto, ma proprio tutto, ciò che si fa.

- Sicuro che sia l’appartamento giusto? -
- Amico, chi altri se non un ladro ha quattro lettori blu-ray? -
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