Recensione: Dylan Dog Grande Ristampa 11

Il Dylan made in Sclavi
di Davide Paolino

DYLAN DOG GRANDE RISTAMPA 11
Autori: Tiziano Sclavi (testi), Luigi Piccatto, Montanari & Grassani (disegni) Corrado Roi (disegni e copertina)
Formato: 292 pagine, b/n, brossurato, 16x21, 5,80 €
Editore: Sergio Bonelli Editore

Undicesima uscita per la Grande Ristampa che, in questo numero, raccoglie tre storie di Tiziano Sclavi che vi trasporteranno nella spirale di orrore voluta dal creatore del fumetto più famoso degli ultimi venti anni.

“Gran Guignol” è commedia, dramma, horror, naturalmente, e intrigo. E’ uno dei capolavori sclaviani che mischia realtà e finzione in un teatro “maledetto” che in poco tempo lo diventente a discapito di uno degli attori. A Dylan il compito di capire dove finisce la farsa e dove inizi la realtà. Ai disegni il solito Piccatto che ci regala tavole da applausi.

“Ossessione” ci fa entrare nella follia: Julie Brown è una poliziotta, è riuscita ad arrestare il vedovo nero ma ne è ossessionata, appunto, dal suo ritorno dalla tomba. Ma Dylan correrà in suo aiuto, per quanto possibile (d’altronde non è facile uccidere un fantasma, figuriamoci quando questi sembra non morire mai). Una storia splatter con un finale inaspettato. Leggere per credere. Perfetti, come sempre, i due pilastri Montanari & Grassani nei disegni.

“Jekyll” riprende il tema della follia: un serial-killer si aggira per la città; con l’aiuto di un corvo uccide senza pietà e gli indizi sono tutti contro il professor Jekyll. E tutti pensano che dentro di lui ci sia una metà oscura, il malvagio Hyde. Dylan ne è sicuro, e cercherà di fermarlo. Ma a volte la realtà non è quella che sembra. Tutto è il contrario di tutto e i disegni di Roi aiutano a celare anche la benché minima luce. Il finale sconvolgerà i vostri pensieri... perché non si può capire dove si cela il male.

Copertina di Roi incentrata sulla terza storia. Riesce nel suo intento ovvero quello di fare paura. Cosa chiedere di più?
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