Recensione: Trees 1

Uomini e Alberi
di Giuseppe Nieddu

TREES 1
Autori: Warren Ellis (testi), Jason Howard (disegni)
Formato: 96 pagine, colore, brossurato, 12,50 €
Editore: saldaPress

Il mondo è sottoposto ad una invasione aliena. Ma gli invasori non sono quelli a cui la fantascienza ci ha abituati: non hanno grandi astronavi, né sparano raggi laser. Per certi versi, la loro violenza è molto limitata.
Infatti, a parte i danni provocati dal loro arrivo, sono fermi in vari punti del globo. Delle enormi torri, simili ad alberi, grandi fino al cielo. Indistruttibili ed inamovibili, non fanno nulla, a parte scaricare i loro rifiuti di quando in quando.
In questo primo volume di Trees si esplorano, a dieci anni di distanza dalla loro comparsa, le conseguenze che ha comportato questa particolare invasione. Come si può immaginare, infatti i cambiamenti hanno coinvolto diverse sfere, da quella geofisica a quelle politico-economica e socio-culturale.

Warren Ellis, da sempre maestro di storie ambientate su scala globale, ci mostra, attraverso dei personaggi chiave, spesso inconsapevoli dell'importanza del loro ruolo, gli adattamenti dell'umanità in posti diversi. È infatti interessante leggere di come gli Alberi assumano di volta in volta significati differenti.
La loro immobilità, lentamente li trasforma in parte del paesaggio, l'umanità si adatta alla loro presenza, le società si adeguano. Ma per alcuni diventano dei mezzi per trovare una libertà insperata, per altri uno strumento di vendetta o un mezzo di sopravvivenza. O una ragione di vita.
Durante la lettura, non si può non rimanere colpiti dalla scelta dei luoghi dove sono ambientate le vicende, uno in particolare in Italia, ricco di significato esoterico.

Tutto questo è reso in modo perfetto da Jason Howard. Con un sapiente gioco di prospettive riesce pienamente a rendere i vari punti di vista di un'umanità all'ombra dei Giganti.

Ma quello che ci porta maggiormente alla riflessione è il comportamento degli invasori. In particolare questa loro continua ed imperterrita apparente immobilità, come se l'umanità non esistesse. 
Viene da pensare ad un rapporto tra uomini e insetti. Se per degli insetti noi possiamo apparire lentissimi e viviamo infinitamente più a lungo, questi, ai nostri occhi, spesso sono poco più di un fastidio da eliminare. Arriviamo in un territorio, lo occupiamo, facciamo quello che dobbiamo fare, ma di loro non ci preoccupiamo mai.
Trees stimola alcune domande: e se noi fossimo degli insetti per una forma di vita superiore, su una scala cosmica? E cosa faranno, con i loro tempi, quando ci considereranno un fastidio?
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